Sicilia, dalla vendita di conigli al potere: chi è Cateno De Luca

Sicilia, dalla vendita di conigli al potere: chi è Cateno De Luca

"Ho sempre avuto la passione per la politica e a quattordici anni mi sono iscritto ai pulcini della Democrazia Cristiana diventando l'attacchino ufficiale della sezione DC di Fiumedinisi". Inizia così il racconta della sua vita, sul suo sito, Cateno De Luca, il neo deputato regionale siciliano arrestato per evasione fiscale.

Da adolescente alleva conigli e raccoglie origano, noci e castagne che poi vendeva alle 'putie' di Fiumedinisi sotto la severa vigilanza della mia mamma. D'estate faceva il muratore con il padre e mentre frequentava il liceo passava le ferie a lavorare nei bar di Fiumedinisi ed in inverno frequentavo uno studio legale messinese che si occupava di diritto previdenziale e sindacale.

A 18 anni apre il primo ufficio di patronato a Fiumedinisi ed a 22 anni primo ufficio della Fenapi (Federazione Nazionale Autonoma Piccoli Imprenditori". A 25 diventa direttore generale della Fenapi e di tutti gli enti essendo diventata una realtà presente in 18 regioni e 78 province con oltre mille sportelli operanti in tutta Italia. A 18 anni una Ferrari rossa. Si laurea tardi, a 36 anni, in giurisprudenza ma diventa presto sindaco del suo paese, a 31 anni.

Poi la sua biografia si chiude così: "Le elezioni regionali del 5 novembre 2017 rappresentano per me un banco di prova per verificare se i messinesi mi ritengono all'altezza di essere la loro guida a Palazzo Zanca e per questo motivo mi sto candidando nella lista Udc - Sicilia Vera per avere quell'investitura popolare indispensabile per non consegnarmi ai soliti partiti ed alle solite lobby che hanno messo in ginocchio la città di Messina". Ma De Luca prima ancora di queste elezioni era già un 'impresentabile'. Nel 2008 viene rieletto sindaco di Fiumedinisi e confermato deputato regionale, poi, nel 2011, il primo tracollo: il 27 giugno, al termine di una seduta di consiglio comunale, viene arrestato con l'accusa di abuso di ufficio e concussione (processo ancora in corso).

Tre giorni dopo, il primo luglio, si dimette da sindaco, e poco prima del rinvio a giudizio, a luglio del 2012, abbandona anche lo scranno a palazzo dei Normanni, dimettendosi da deputato regionale. Continua però a fare politica, prima sottotraccia, poi attivamente. Meno di un anno dopo, infatti, si candida a sindaco di Santa Teresa di Riva, spiegando nei comizi che avrebbe fatto un solo mandato e poi basta. Lo prendono in parola, e nel 2012 è eletto sindaco. Due giorni fa viene eletto nel parlamento regionale. Agli elettori aveva inviato assieme ai fac simile anche il suo casellario giudiziale.

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