In Sicilia la prima filiera tracciata e certificata di grano tenero

Red/Cro/Bla
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Roma, 11 nov. (askanews) - In Sicilia si gettano i semi della prima filiera tracciata e certificata di grano tenero. Sono esattamente 2000 i quintali di sementi certificati di Anapo, Anforeta e Palesio, consegnati dalla Società Italiana Sementi (SIS) alla Cooperativa Valle del Dittaino, distribuiti ai suoi soci-coltivatori e, con la stagione della semina appena avviata, sparsi su una superficie di circa mille ettari. A suggellare simbolicamente la consegna della "materia prima" sono stati il presidente della Cooperativa Valle del Dittaino, Nino Grippaldi e Cristiano Runza, coordinatore della Divisione Sicilia di SIS, che lo scorso weekend hanno avviato la fase operativa di un accordo siglato ad inizio del 2020 per sviluppare insieme un percorso di valorizzazione dei grani non solo siciliani. Da un lato, dunque, l'azienda di trasformazione che produce prodotti a marchio Pandittaino, fondata nel 1976, dall'altra la SIS nata nel 1947, che da qualche tempo ha acquisito la siciliana Proseme, affiancati dalla società IBF, azienda leader in Europa nella cosiddetta agricoltura di precisione. Un accordo che guarda al futuro, con una integrazione fra strategie tradizionali e innovazioni, secondo la logica "agricoltura 4.0", che si avvale di sistemi d'avanguardia per monitorare il ciclo colturale, con l'obiettivo di migliorarne il processo produttivo, ridurne l'impatto ambientale e tracciare una filiera che sarà certificata in tutti i suoi passaggi. "Saremo i primi in Italia a garantire una filiera di grano duro-tenero "dal campo alla tavola", fondata sulla tracciabilità di tutte le pratiche agricole, partendo dalla ricerca delle materie prime, passando per la semina del grano, fino alla raccolta, allo stoccaggio e alla lavorazione finale del prodotto", ha esordito il presidente Grippaldi che ha annunciato anche il collaudo del nuovissimo mulino di grano tenero che affiancherà quello di grano duro. "Avremo l'assoluta l'autosufficienza dalla semina alla panificazione. Oggi non esiste un'azienda agro-industriale che faccia verticalizzazione del processo di filiera duro-tenera, andiamo oltre i confini regionali". (segue)