Sicilia, ritardi nei finanziamenti PoFesr, a rischio 200 milioni

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Palermo, 4 set. (askanews) - Circa 200 milioni di euro dei fondi Po-Fesr sono a rischio in Sicilia. Decine di posti di lavoro in bilico. Chiesta proroga straordinaria di 12 mesi. A rischio investimenti per strutture ricettive, per la realizzazione di centri medici, laboratori artigianali, imprese edili, panifici, macellerie, studi di consulenza, agenzie di viaggio.

In una nota, indirizzata alla dirigente del dipartimento attività produttive Elena Balsamo e per conoscenza all'assessore regionale delle Attività produttive Mimmo Turano e al dirigente generale, dipartimento regionale alla programmazione Dario Tornabene, Rosario Genchi, presidente di Project Manager Sicilia (associazione siciliana riconosciuta che rappresenta i project manager che hanno competenza specifica nella progettazione sui fondi comunitari) chiede una proroga straordinaria sugli avvisi Po Fesr.

(segue)

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    L'acqua alta ha inondato la basilica di San Marco. È la sesta volta in 1200 anni

    Venezia di nuovo sott'acqua, ma stavolta con un livello di allarme più alto. La basilica di San Marco, infatti, è stata allagata con una marea alta 127 centimetri che ha invaso la parte iniziale della Basilica con 70 centimetri di acqua, andando ad intaccare le colonne dell'edificio e i marmi recentemente sostituiti e danneggiati dalla marea record del 2018.Una massa che è entrata fino a dentro il Nartece, l'atrio che si trova tra la facciata esterna e le navate: un evento raro questo, a dispetto invece della frequenza, peraltro in aumento, del fenomeno dell'acqua alta. Sei inondazioni in 1200 anniSecondo la Procuratoria di San Marco, l'allagamento di oggi della Basilica ha solo 5 precedenti in tutta la sua storia, iniziata nel IX secolo con il doge Giustiniano Partecipazio che la eresse per custodire le spoglie di San Marco evangelista.Sono 6 volte dunque in 1.200 anni. Ma il dato allarmante è che 3 di queste si sono verificate negli ultimi 20 anni, l'ultima il 30 ottobre 2018, quando l'acqua invase alcune decine di metri quadri del millenario pavimento a mosaico marmoreo, di fronte all'altare della Madonna Nicopeia, e soprattutto inondò completamente il battistero e la cappella Zen arrivando ben 90 centimetri sopra il pavimento mosaicato del Nartece e bagnando i monumentali portoni in bronzo bizantini, le colonne, i marmi. Sgarbi: "La situazione è grave"Il progetto del Mose, però, ancora una volta, divide esperti e intellettuali. Secondo il critico d'arte Vittorio Sgarbi, nel 2010 già sovrintendente per il patrimonio storico e artistico proprio a Venezia, "la situazione è grave. La basilica di San Marco è molto ferita" ha detto all'AGI, e "di anno in anno c'è un logoramento sempre più sensibile. E nonostante io tenda in genere a non fare allarmismo, stavolta dico che un rischio reale c'è. L'allarme stavolta è giusto".E la soluzione, secondo Sgarbi, è rappresentata proprio dal Mose: "Io ho sempre pensato che il Mose fosse la soluzione, ed è scandaloso che ancora non sia stato completato. Il 2021 ci sarà la fine dei lavori? E' una data di garanzia, anche se si doveva accelerare sul Mose, trovo incredibile che non si sia accelerato. È un ritardo molto grave". Calimani: "Sbagliato tutto l'approccio"Di parere nettamente opposto Riccardo Calimani, scrittore e storico veneziano autore, tra le numerose opere, di un'ampia 'Storia della Repubblica di Venezia': "Il vero problema - spiega all'AGI- è se il Mose funzionerà, ma la mia impressione e' che si sia sbagliato del tutto approccio". I progettisti della faraonica opera che dovrebbe limitare l'impatto delle maree su Venezia, secondo lo storico, non hanno appreso la lezione del passato. Durante la Serenissima - racconta - si facevano interventi graduali e reversibili, si faceva e si disfaceva, per essere pronti a fronteggiare le emergenze senza alterare l'equilibrio della laguna. Il Mose è tutto il contrario, è stata una mangiatoia, sono stati fatti errori enormi" accusa. Cacciari: "La responsabilità è di tutti i governi"Critico anche l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. L'allagamento della Basilica? "Nulla di nuovo - dice all'AGI - tutto questo si conosceva quando si e' deciso di buttare via i soldi con il Mose. Esisteva un progetto importante di rialzo di piazza San Marco e di contenimento delle acque per preservare la Basilica da questo fenomeno. Era possibile farlo ma poi tutti i soldi per la manutenzione della citta' sono stati spesi per il Mose e ora chi è causa del suo mal pianga se stesso".E ancora, rincara la dose: "La questione era stata affrontata, c'era già un progetto di massima con cui ci si trovava anche d'accordo" ha precisato. In merito poi alle responsabilità di chi ha bloccato questi progetti per puntare alla realizzazione del Mose che, va ricordato, anche una volta completato e reso operativo comunque non salverebbe piazza San Marco dal fenomeno dell'acqua alta, ha aggiunto il filosofo: "La responsabilità è di tutti i governi che si sono succeduti: della Lega, di Forza Italia e di tutti quelli che hanno sostenuto questa strada. Forse gli unici innocenti sono il sottoscritto e i suoi collaboratori che fino all'ultimo si sono opposti al Mose"​.

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    "Via la Gioconda dal Louvre". La provocazione del New York Times

    È giunta l'ora di staccare la Gioconda dalle pareti del Louvre. A dare il suggerimento provocatorio è stato il critico d'arte del New York Times, Jason Farago. Ogni giorno a mettersi in fila per vedere il dipinto più famoso del mondo sono 30 mila visitatori, eppure quello che può essere considerato un successo numerico rappresenta, secondo Farago, un danno per il Louvre, "ostaggio" da decenni del ritratto firmato dal genio del Rinascimento.Occorre togliere la Gioconda, suggerisce, perché le frotte di turisti, desiderose solo di vedere il quadro più famoso del mondo, si accalcano nelle sale e nei corridoi che contengono scrigni di tesori, senza guardare nulla e ignorando veri capolavori. "È pericoloso in termini di sicurezza, costituisce un ostacolo educativo e non viene nemmeno considerata una esperienza soddisfacente tra quelle inserite nell'elenco delle cose da fare" argomenta il critico d'arte del quotidiano statunitense.Secondo lui, il ritratto di Lisa di Antonmaria Gherardini, meglio nota come Monna Lisa, "carino ma moderatamente interessante", sta oscurando la più importante collezione d'arte di tutta Europa, quella ospitata dal Louvre, già di per sè un capolavoro architettonico.Nel 2018 il museo parigino è stato visitato da 10 milioni di persone, per i tre quarti turisti stranieri, 25% in più rispetto all'anno precedente, il triplo dell'affluenza del Museo d'Orsay e del Centro Pompidou.Anche nel contesto della mostra storica che il Louvre sta dedicando a Leonardo, nel 500esimo anniversario della morte del genio toscano, la direzione del museo ha deciso di lasciare la Gioconda al suo solito posto per non creare scompiglio, ma per Farago "è un vero fiasco".A patire della sua presenza ingombrante sono anche mostre eccellenti in location pregiate come il Grand Palais o la Fondazione Louis Vuitton, che agli occhi dei turisti vengono relegate al secondo posto. Perché ad avere il primato è sempre lei, la Monna Lisa, unico obiettivo dell'80% dei visitatori del Louvre, che in netta maggioranza rimangono delusi dalla visione della tela. Un'indagine realizzata in Gran Bretagna l'ha persino eletta "attrazione più deludente al mondo", superando il Checkpoint Charlie, la scalinata di Piazza di Spagna e il Manneken Pis a Bruxelles."Famosa nel XX secolo, in un'epoca del turismo di massa e di narcisismo digitale è diventata un buco nero dell'anti-arte che ha trasformato il museo dentro e fuori" continua il rinomato critico d'arte. La scorsa estate parigina, segnata da temperature record, lo spostamento dell'iconico dipinto di Leonardo per rinnovare la sala degli Stati, nell'ala Denon che lo ospita, ha creato scompiglio tra i visitatori, provocando un tale caos che il "museo soffocante" ha dovuto chiudere le porte per diversi giorni.Ricollocata nell'ala Richelieu, il piccolo quadro "ha ridotto la collezione fiamminga ad una semplice carta da parati in un recinto per bestiame, nel quale guardie visibilmente irritate cacciavano predatori di selfie sudaticci in fila da mezz'ora" ironizza Farago. E le cose non vanno meglio ora che è tornata al suo posto. Per vederla nella sala rinnovata, dietro il vetro anti-riflessi, i visitatori devono mettersi in fila a mo' di serpente, la possono osservare per meno di un minuto e sono comunque troppo distanti per riuscire a farsi un buon selfie.Nel frattempo le gallerie d'arte islamica sono semi vuote e persino la Venere di Milo, la seconda opera più famosa al mondo, si fa ammirare da poche decine di persone. "Tutto questo per un dipinto che non è certamente il più importante di Leonardo, in una sala che ospita i capolavori veneziani di Tiziano e del Veronese. Tant'è che gli stessi curatori hanno affisso un cartello che indica 'La Monna Lisa è circondata da altri capolavori, guardatevi intorni" fa notare il critico d'arte del New York Times."E se i curatori pensano di far nascere una futura generazione di appassionati d'arte, stanno facendo proprio il contrario. La gente viene per obbligo e se ne va scoraggiata", valuta l'esperto d'arte. Ora per evitare che la Monna Lisa mania porti il Louvre al tracollo, il suo direttore Jean-Luc Martinez e i curatori stanno ideando altre modalità di visita con biglietti a tempo e ulteriori ingressi. "Ma per il Louvre è giunta l'ora di riconoscere la sua sconfitta. E per la Monna Lisa è giunta l'ora di andarsene", propone Farago. Ha bisogno di uno spazio tutto suo, forse alle Tuileries, logisticamente adatto alle folle, collegato al museo attraverso la galleria sotterranea del Carrousel, vendendo un biglietto unico per i due spazi, e magari allestendo attorno alla Monna Lisa un intero percorso didattico dedicato. "Il successo è assicurato".

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    Bortuzzo: "Ho conosciuto l'abisso della disperazione, ma ora ne sono fuori"

    "Ho imparato quanto vale la pena piangere, soffrire, sacrificarsi, pur di raggiungere un risultato a cui teniamo, perché la soddisfazione ripaga di tutta la fatica. Ho conosciuto l'abisso della disperazione, e ne sono venuto fuori, ora posso dirlo, sulle mie gambe. L'unica strada che conosco per rinascere".Sono le parole che il triestino Manuel Bortuzzo, - intervistato dal vicedirettore de Il Piccolo Alberto Bollis - ha rivolto ad un folta platea al Teatro Rossetti, parlando del suo dramma che lo ha colpito a soli 19 anni e che gli ha sconvolto la vita, lui che era già una promessa del nuoto italiano. "Sto facendo un percorso faticoso \- queste le sue parole in merito al suo recupero -. Faccio molta fisioterapia, ma lo sport mi ha insegnato che chi si arrende ha perso in partenza e io farò tutto quello che è nelle mie possibilità per poter tornare a camminare".Ad accompagnarlo un sorriso degno della sua giovane età, nonostante l'assurdità di quello che gli è capitato . "E' una grande emozione essere qui a Trieste e vedere quanta gente in questi mesi si è stretta attorno a me mi dà grande forza per il futuro".Una serata in piena sintonia con il suo spirito, sempre solare, spaziando con Alberto Bollis fra il passato, i ricordi di quand'era piccolo e tornava a Trieste a trovare i suoi nonni e il futuro.Che significa anche l'improvvisa notorietà, il film sulla sua vita che sta girando a Roma assieme a Raoul Bova e il libro da poco uscito nelle librerie "Rinascere, l'anno in cui ho ricominciato a vincere", nel quale Bortuzzo ripercorre tutto ciò che gli e' accaduto negli ultimi nove mesi. Manuel non ha dimenticato di citare la sua triestinità, assorbita però solamente dai parenti rimasti in città. L'ultimo pensiero l'ha riservato a chi lo ha ridotto in sedia a rotelle. "Qualsiasi decisione presa dai giudici, non mi ridarà la possibilità di riutilizzare le gambe. Perciò \- ha concluso - guardo avanti e penso solo a guarire".

  • Omicidio Desiree Piovanelli, cartelli con insulti al padre
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    Omicidio Desiree Piovanelli, cartelli con insulti al padre

    Il papà della 14enne uccisa nel 2002 nel Bresciano aveva fatto aprire unʼinchiesta bis sulla morte della figlia sostenendo che dietro all'omicidio ci fosse un giro di pedofilia e un mandante ancora libero

  • La mossa di Italia Viva per lo scudo ad ArcelorMittal, ma la maggioranza si divide
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    La mossa di Italia Viva per lo scudo ad ArcelorMittal, ma la maggioranza si divide

    La maggioranza resta divisa sul caso dell'ex Ilva. 'Italia Viva' di Matteo Renzi ha presentato due emendamenti al decreto fiscale. Si tratta di due 'scudi penali', uno generale che vale per tutte le aziende, e uno specifico per ArcelorMittal, che copre la società dal 3 novembre (data di decadenza del precedente scudo) fino alla fine del risanamento.Mentre i 5 stelle sono contrari allo scudo - con qualche 'distinguo' - e sarebbero a favore di un intervento pubblico, sul tema è intervenuto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Il governo, ha chiarito il titolare del Tesoro, puo' "concorrere ad una soluzione di rilancio".Un intervento della Cassa depositi e prestiti nella ex Ilva, ha spiegato Gualtieri, "è uno strumento che non va escluso dalla cassetta di cui disponiamo". Ma "l'idea che con una crisi industriale lo Stato nazionalizza, compra e assorbe i costi è una pericolosa illusione - ha avvertito -. Non è di questo che si sta parlando. Abbiamo consapevolezza degli strumenti disponibili e in questo ambito li utilizzeremo". Maggioranza divisa sullo scudo, che per Conte non è il problemaSull'ipotesi di una reintroduzione dello scudo aveva fatto una timidissima apertura - solo a condizioni molto ristrette - il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Per stanare il signor Mittal sulle sue reali intenzioni, gliel'ho offerto subito (lo scudo ndr.): mi ha risposto che se ne sarebbe andato comunque, perché il problema è industriale, non giudiziario. Quindi chi vuole reintrodurre lo scudo per levare un alibi a Mittal trascura il fatto che Mittal non lo usa, quell'alibi", ha premesso il premier, in un'intervista al 'Fatto quotidiano'. "Anche solo continuare a parlarne ci indebolisce nella battaglia legale, alimenta inutili polemiche e ributta la palla dal campo di Mittal a quella del governo. Soltanto se Mittal cambiasse idea e venisse a dirci che rispetterà gli impegni previsti dal contratto - cioè produzione nei termini previsti, piena occupazione e acquisto dell'ex Ilva nel 2021 - potremmo valutare una nuova forma di scudo". Nella maggioranza, contrario allo scudo è anche Liberi e uguali. "Come ha analiticamente dimostrato il ministro Stefano Patuanelli nelle sue comunicazioni al Parlamento, il riferimento di ArcelorMittal alla rimozione dello scudo penale per giustificare l'abbandono dell'Italia e' strumentale", ha sottolineato il deputato di leu, Stefano Fassina, a Radio Radicale. "Presentare emendamenti per reintrodurre lo scudo penale per ArcelorMittal vuol dire indebolire la posizione negoziale del governo. Vanno bocciati senza se e senza ma". Mentre il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, in un'intervista a 'Repubblica', ha parlato del 'cantiere Taranto' che Conte presenterà nella prossima riunione del Consiglio dei ministri. "Siamo pronti a reinserire lo scudo, scrivendolo per bene. Ma devono rinunciare ai 5 mila esuberi. Ci può essere anche uno sconto sull'affitto, ma solo se Arcelor si impegna a nuovi investimenti. Solo così la partita si può riaprire", ha garantito. L'opposizione è compatta: sì allo scudoL'opposizione è compatta invece per il ripristino dello scuso. "Era negli accordi", ha affermato l'ex vice premier Matteo Salvini. Al di la' dell'ex Ilva "che è un caso drammatico, non è un bel segnale alle imprese di tutto il mondo, quello di un governo e di un Paese che cambia i contratti firmati perché così allontaniamo le imprese, non le avviciniamo", ha detto Salvini, impegnato in campagna elettorale in Emilia-romagna. "Bisogna mettere al più presto fine al balletto sulla pelle dei lavoratori dell'ex Ilva e sul futuro industriale del Paese. Invece la maggioranza resta dilaniata, e mentre il premier annuncia la 'battaglia legale del secolo' contro ArcelorMittal, la ministra Bellanova avverte che questa vicenda non si risolve nelle aule giudiziarie", ha sostenuto la capogruppo di Forza Italia al Senato, Annamaria Bernini. "Italia Viva, dopo aver votato contro lo scudo penale, presenta un emendamento fotocopia di quello di Forza Italia per ripristinarlo, ma i Cinque Stelle non ne vogliono sapere. Conte, in piena confusione, ora apre a uno scudo 'soft'. Manca insomma una strategia credibile per riaprire la trattativa con la multinazionale indiana, e noi restiamo convinti che il primo passo, in ogni caso, sia tornare allo scudo. Chi parla di nazionalizzazione dimentica che i danni peggiori, anche dal punto di vista ambientale, li ha causati proprio la gestione statale. La schizofrenia di questa maggioranza allontana ogni soluzione e ha già dato un segnale devastante: vietato fare investimenti in Italia".

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    Meteora a St. Louis: improbabile che abbia raggiunto il suolo

    Meteora a St. Louis nella notte tra l’11 e il 12 novembre, dove diversi abitanti hanno fotografato il cielo illuminato di una parte della città

  • Chi è Iskra Menarini: curiosità e vita privata della vocalist di Dalla
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    Chi è Iskra Menarini: curiosità e vita privata della vocalist di Dalla

    Iskra Menarini, cantante italiana, è stata corista e collaboratrice di Lucio Dalla per oltre 20 anni. Cosa sappiamo di lei?

  • In Francia c'è stata una forte scossa di terremoto, la più forte degli ultimi 16 anni
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    In Francia c'è stata una forte scossa di terremoto, la più forte degli ultimi 16 anni

    Quattro persone sono rimaste ferite, una in modo grave, nel più forte terremoto degli ultimi 16 anni in Francia. La scossa di 5,4 gradi della scala Richter è stata registrata poco prima di mezzogiorno vicino a Montèlimar, nella Drome (a sud di Lione), causando i danni più ingenti nella vicina città di Teil nel dipartimento dell'Ardeche. Come conseguenza del sisma, i reattori della centrale nucleare di Cruas rimarranno spenti "nelle prossime ore" per un "controllo approfondito", ha reso noto il prefetto della Drome, Hugues Moutouh, anche se "nessun danno agli edifici è stato rilevato e le strutture funzionano normalmente".Il sisma aveva l'epicentro nell'Ardèche, "26 km a sud-est di Privas", ha riferito in una nota l'Ufficio sismologico centrale francese (Bcsf) di Strasburgo. La città più colpita è Montèlimar dove una persona è rimasta gravemente ferita nella caduta di un'impalcatura. Nel dipartimento, altre tre persone hanno riportate leggere ferite a seguito "di un attacco di panico".A destare la maggiore preoccupazione è però il sito nucleare. Secondo il collettivo antinucleare di Vaucluse, l'epicentro si trova "a meno di 20 chilometri dalla centrale nucleare dove è stato avvertito il sisma nella sala macchine dei reattori, e 30 chilometri dal sito atomico di Tricastin". Il gruppo sottolinea che il sito di Tricastin "situato su una faglia sismica attiva e sotto il canale Donzère-Mondragon" è "il sito nucleare più pericoloso in Europa e si estende su oltre 615 ettari", e chiedono quindi che venga fermano immediatamente. L'Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn) ha assicurato che il terremoto non ha causato "nessun danno apparente" ai siti e che avrebbe esaminato "le condizioni alle quali i reattori possono essere riavviati".Una portavoce ha spiegato che lo spegnimento dei reattori potrebbe durare "alcuni giorni", a seconda di cosa verrà fuori dai sopralluoghi. D'altra parte, la centrale nucleare di Tricastin, più lontana dall'epicentro del terremoto, non verrà arrestata, poichè non è stata misurata alcuna soglia di avviso, ha aggiunto l'Asn. Il sisma è stato avvertito fino a Saint-Etienne, Grenoble, Lione e persino nel sud della Francia, ma è stato a Teil, una località al confine con Montèlimar con oltre 8.500 abitanti, a subire i danni materiali maggiori. Secondo il sindaco della città, Olivier Peverelli, che afferma di aver "temuto per la propria vita", due campanili "stanno per cadere" e l'ultimo piano del municipio è inaccessibile perchè "i soffitti sono venuti giù".Ha aperto tre palestre per 400-500 persone che, secondo lui, non dovrebbero passare la notte in casa. Isabelle Massebeuf, consigliera regionale, ha raccontato che l'edificio del liceo Xavier Mallet (circa mille studenti) è stato danneggiato: "le travi si sono spostate e i servizi regionali andranno in loco domani (martedì) con gli ingegneri per fare un sopralluogo". Secondo i dati Bcsf, nessun terremoto così forte è stato registrato nella Francia continentale dal 2003. Nel 2011 era stata rilevata una scossa di magnitudo 5,5 ma il suo epicentro era in mare, a 100 chilometri da Ajaccio.

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    AGI

    La startup italiana che assumerà 30 persone (dopo un investimento di 100 milioni)

    C'è una startup italiana che ha appena deciso di assumere 30 persone. Si chiama Prima Assicurazione. È nata nel 2014 ed è un'agenzia assicurativa specializzata in polizze auto, moto e furgoni. Iscritta al Registro degli intermediari assicurativi in classe, ciò che la rende differente rispetto alle classiche agenzie assicurative è la tecnologia che muove la piattaforma proprietaria, Prima.it, e un approccio diverso all'uso dei dati che, dice la società, rende la vita più facile al cliente in termini di facilità di navigazione per fare un'assicurazione online e abbattimento dei costi.30 persone non sono un numero enorme e di certo non risolveranno la crisi del lavoro in Italia. Ma per le startup vale un discorso a parte; sono davvero poche tra le 10mila neoimprese italiane quelle che sono riuscite a crescere tanto e a offrire questa possibilità. E c'è un motivo. ​In 4 anni Prima.it ha convinto 420mila clienti, ha raccolto 72 milioni di euro di premi nei primi 7 mesi del 2019, ha investito 2 milioni in ricerca e sviluppo per migliorare l'offerta e al momento ha un team di circa 130 persone. A queste si aggiungeranno i 30 che, specificano da Prima, non è necessario che abbiano “forti competenze”, ma, dice George Ottathycal, co fondatore a Milano della società con Alberto Genovese, “persone che abbiano alto potenziale di crescita; sviluppatori, liquidatori, consulenti assicurativi. L'investimento di Goldman Sachs e BlackstoneMa, oltre alla crescita, c'è anche un'altra cosa che la rende un caso unico in Italia. Prima.it, dopo un investimento iniziale di 8 milioni di euro fatto da investitori privati che hanno permesso alla società di cominciare ad avere utenti e macinare fatturato, ha visto l'ingresso nel capitale sociale di Goldman Sachs e del fondo Blackstone, verosimilmente attratti da questa crescita. I due investitori hanno versato nelle casse della società il 15 ottobre 2018 100 milioni di euro. Un record assoluto in Italia, per quantità di denaro investito e per ‘qualità' dell'investitore.Effetto di questo investimento? “Ha proiettato Prima fuori dagli schemi classici degli investimenti di Venture Capital nel nostro paese. Tuttavia l'investimento è stato pensato per supportare la crescita in Italia. Per realizzare una crescita su scala internazionale di un business come il nostro è verosimile pensare che servano altre risorse”, ha detto all'Agi Ottathycal, oggi direttore generale di Prima. È soprattutto questo investimento che ha portato la società a crescere ancora, migliorare il prodotto e poter progettare nuove assunzioni. L'importanza del Fondo nazionale per l'innovazioneIn Italia gli investimenti in società innovative e digitali sono in crescita. Ma è una crescita lenta, superata dalla quella degli altri Paesi europei che sono partiti prima e corrono di più. L'Italia rincorre, anche se con qualche eccezione che cresce grazie all'aiuto di fondi esteri. Il Fondo nazionale per l'innovazione (un miliardo di euro) progettato dall'allora ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio proprio con lo scopo di recuperare questo gap, non è ancora partito e al momento non si sa quando sarà operativo.L'ultimo rapporto Svimez ha messo in guardia dalla desertificazione industriale del Sud. Ma tra le pagine del rapporto si raccontano anche eccezioni positive. È il caso di Eggplant, società che produce bioplastiche dagli scarti della lavorazione dei caseifici, raccontata come mirabile realtà in controtendenza nel Meridione. Anche qui, come sottolinea il rapporto dell'associazione per lo sviluppo industriale nel Mezzogiorno, l'innovazione è il veicolo principale per creare valore e lavoro. Ma per farlo servono genio e fondi. Se il primo sembra non mancare, sui fondi è lecito aspettarsi qualcosa in più. @arcangeloroc

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    Metro M5 fino a Monza, Lega: ora arrivino subito i 900 milioni

    Grimoldi: "con incredibile ritardo di mesi a Roma si sono decisi"