Sicilia: unite contro la violenza, Premio Camomilla a Valeria Grasso e Barbara Bartolotti

webinfo@adnkronos.com

Unite contro la violenza che le ha colpite nel segno della solidarietà come quelle due mani raffigurate nel Premio Camomilla che le ha fatto incontrare a Roma all’evento Women for Women against Violence. E’ la bella storia solidale tra due palermitane, Barbara Bartolotti che nel 2003 fu vittima di una brutale aggressione durante la quale ha perso il figlio che portava in grembo e di Valeria Grasso, che con la sua denuncia fece arrestare 25 persone del clan Madonia. Entrambe premiate all’evento che unisce due grandi temi del mondo femminile, la violenza di genere e quella del tumore al seno, partendo dalle cicatrici e dai segni indelebili che lasciano nel corpo e nell’anima di una donna. La kermesse, presentata da Arianna Ciampoli e Livio Beshir e diretta da Antonio Centomani è stata ideata e organizzata da Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas che si è ispirata alla Camomilla, il cui fiore in fitoterapia viene utilizzato per rinvigorire piante malate e che rappresenta quindi la solidarietà, la forza e il coraggio nei momenti difficili, per intitolare il suo Premio, una creazione appositamente realizzata dal maestro orafo Michele Affidato.  

Le due palermitane, le cui storie sono state introdotte da Maria Rosaria Omaggio e da Euridice Axen, sono state premiate perché di fronte ad un terribile vissuto con la violenza sono rinate nel segno dell’aiuto e del sostegno alle altre donne. Barbara Bartolotti, premiata da Valeria Marini, dopo la terribile aggressione per la quale il suo aguzzino se la cava con appena 4 anni e non ne sconta neppure uno, si sposa e trova lavoro in banca, con le sue cicatrici, su corpo, volto e anima, decide di divulgare la sua storia fondando l’associazione “Libera di vivere” per dare un supporto alle donne vittime di violenza. Valeria Grasso, premiata dal Gen. B. Marco Minicucci, Comandante Legione Carabinieri Lazio interpretata da Euridice Axen, a causa della sua denuncia è costretta a lasciare la città ed entrare nel regime di protezione testimoni e gira nelle scuole per divulgare la sua battaglia contro la mafia.  

E da quel palco, sul quale da Maria Rosaria Omaggio era stata lanciata l’hashtag #cambiamolastoriadibarbara perché, dal giorno della violenza, la donna non era più riuscita a trovare lavoro, è nata l’amicizia e l’aiuto concreto di Valeria che, insieme al figlio Emanuele Musmeci, le hanno offerto un’occupazione nella Palestra Free Life di Palermo nel settore dell’accoglienza e dell’informazione alle persone interessate all’iscrizione. “Mi ha colpito la sua forza, il suo amore per la vita e la sua determinazione” – racconta commossa Valeria – “per me e stato un grande privilegio aver potuto esserle seriamente d’aiuto”. Le fa eco Barbara che denuncia: “in 16 anni nessuno ha mai fatto cose concrete per me, solo tante false promesse, finalmente un raggio di sole. Conoscere in un evento dedicato alla solidarietà Valeria, bella, semplice, e poi siciliana che mi chiede di vederci presto nella nostra città, mi presenta il suo bellissimo figlio, Emanuele, anima bella, che mi propone di inserirmi nella sua palestra, è stato meraviglioso. Sono felicissima di vivere questa nuova avventura!”. Perché Women for Women non è una definizione vuota, parola di donne del Sud.