Sicurezza cibernetica: Italia pronta a varo agenzia nazionale - bozza

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Il ministro dell'Innovazione, Vittorio Colao

di Angelo Amante e Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Il governo italiano è pronto a creare la nuova agenzia nazionale per la cybersicurezza, secondo quanto emerge da una bozza di decreto, mentre fervono i lavori per il cloud nazionale della pubblica amministrazione.

La bozza, di cui Reuters ha letto una copia, unifica sotto l'autorità del premier molte funzioni che sono attualmente disperse tra diversi ministeri e organismi statali.

L'iniziativa rientra negli sforzi in atto a livello europeo per contrastare i rischi informatici, visti come una crescente minaccia alla sicurezza dei diversi stati membri.

L'agenzia sarà guidata da un direttore generale e da un vice il cui mandato, di quattro anni, potrà essere rinnovato una sola volta. Composta di sei dipartimenti, l'agenzia avrà un organico iniziale di 300 dipendenti che diventeranno circa 800 nel 2027. Il governo dovrebbe approvare il decreto già questa settimana con l'obiettivo di far partire il nuovo organismo a settembre, come aveva annunciato Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa con delega alla sicurezza cibernetica.

Nel mentre, il governo va avanti col piano per dotare la Pa di un unico cloud a livello nazionale, creando un Polo Strategico Nazionale (PSN) per la messa in sicurezza dei data base pubblici.

Nelle quasi 2.500 'schede progetto' del Recovery Plan italiano, inviato a Bruxelles lo scorso aprile, il governo ha stanziato circa 900 milioni di euro per il cloud.

Il ministro dell'Innovazione, Vittorio Colao, punta alla formazione di un partnerariato pubblico privato.

Le big tech Usa, Google, Microsoft e Amazon dominano il settore dell'archiviazione dati, fattore che alimenta in Europa il timore di una sorveglianza statunitense sui dati europei, dopo l'adozione del CLOUD Act da parte degli Stati Uniti nel 2018.

L'intenzione del governo, spiega una fonte ministeriale, è procedere con candidature spontanee di player che il pubblico potrà valutare e poi mettere in competizione con altre proposte.

Colao ha già fatto intendere che il piano vedrà la partecipazione dei grandi colossi americani ma non e' ancora chiaro in quale forma.

Il polo strategico nazionale sarà composto da quattro data center che ospiteranno i dati sensibili della Pa garantendo adeguati presidi di sicurezza.

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