Sicurezza, Mirabelli (ex Consulta): "Decreto rave party non è liberticida"

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Roma, 2 nov. (Adnkronos) – Il testo dell'articolo 5 del decreto-legge 162 del 2022 sui rave party "dal mio punto di vista non nega la libertà di riunione nelle modalità indicate e garantite dall'articolo 17 della Costituzione, cioè 'pacificamente e senz'armi'. La norma è diretta all'occupazione abusiva di locali altrui. Mi pare dunque che non ci sia né una intenzione né una condizione liberticida". Così il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli che all'Adnkronos rimarca: "Se la sanzione indicata nella norma sarà ritenuta eccessiva rispetto all'ipotesi di reato (e questa è una valutazione di merito), si potrà intervenire durante il dibattito parlamentare sottoponendo il decreto ad emendamenti. In fase di conversione infatti sarà bene approfondire ogni aspetto per fugare il rischio che l'attività di polizia ecceda. Non dubito comunque che la norma possa finire al vaglio della Corte ed è bene sia cosi. Soprattutto se una valutazione costituzionale a tutto tondo sarà ritenuta opportuna".

Secondo Mirabelli, "la disposizione circoscrive la riunione ad una invasione di spazi altrui con finalità ed in contesti individuati che possono determinare un rischio. Distinguerei pertanto la libertà di riunione, che deve essere assicurata, da quella di invasione che può comportare rischi, che sarà il giudice a valutare", sottolinea il costituzionalista. Punibili tramite questo decreto dunque le occupazioni scolastiche? "Mi sembrano fuori del perimetro della norma, come anche quelle di una fabbrica che sono elemento di lotta sindacale. E se rientrassero in questo decreto – precisa – non riterrei che fosse costituzionalmente legittimo sanzionarle penalmente. Se il decreto comprendesse anche queste forme di protesta ci sarebbero seri dubbi di legittimità costituzionale".

Nel caso di occupazione scolastica sulla possibilità di processare penalmente il danneggiamento o l'interruzione di pubblico servizio il dibattito non è però aperto? "Lo è. Ma la norma in questione è specificatamente tarata sui rave party, sulle invasioni, sul venire dall'esterno e impossessarsi di un bene altrui – spiega il presidente emerito – Le occupazioni sono di chi legittimamente ci sta e occupa. Mentre la riunione è caratterizzata dalla temporaneità della convergenza delle persone in un luogo". (di Roberta Lanzara)