Sicurezza, Sangiorgi: "norma contro rave party sacrosanta'

(Adnkronos) - "Sempre a favore della legalità, contro ogni sorta di illegalità. Contro chi specula sulla vita dei nostri ragazzi, contro i gruppi di interesse che puntano a fare soldi sul desiderio di divertimento delle giovani generazioni. Bene il decreto del governo contro i rave party, norma sacrosanta". Anche Giordano Sangiorgi, presidente AudioCoop (coordinamento editori e produttori discografici indipendenti) si schiera con il governo a favore del decreto che proibisce i rave party in Italia.

"I nostri circuiti sono sempre stati a favore della legalità e contro ogni attività illegale nel settore della musica - spiega- Ancora di più verso quelli che mettono a rischio e pericolo la vita dei ragazzi, speculando sulla voglia di ritrovarsi insieme, facendoli incontrare in luoghi abbandonati e pericolosi con grave rischio di mortalità". Numerosi, secondo Giordano Sangiorgi, sono i rischi legati ai rave party illegali. "Si specula sulla vita dei giovani, alcol, droga, dietro ci sono interessi e speculazione, dal bagarinaggio on line al mancato pagamento dei diritti fino alla sicurezza per chi lavora e per il pubblico".

"Inoltre - sottolinea ancora - non dimentichiamoci altre due cose importanti di questi rave illegali. Ci sono sempre dietro ristretti gruppi di interesse che puntano a fare soldi sulla voglia di divertimento delle giovani generazioni. C'è poi chi si spartisce un sacco di soldi in nero per gli incassi fatti grazie al bar e attività connesse non spendendo un euro in spregio a qualsiasi norma minima di sicurezza per i ragazzi e chi, come i pusher, conta i soldi per lo spaccio organizzato in tale succosa occasione. Quindi - continua il presidente AudioCoop - la norma 'antirave' è sacrosanta e giusta ma, come stanno dicendo tutti i partiti di governo e di opposizione, si deve fermare ad essere solo ed esclusivamente una norma anti rave con queste caratteristiche senza colpire in assoluto nessuna altra libertà individuale e collettiva di qualsiasi altra natura".

Giordano Sangiorgi parla ancora di legalità. A suo avviso deve essere "sempre affiancata dai sostegni pubblici per chi fa musica come elemento culturale del paese, da sgravi burocratici e fiscali, da facilitazioni nell’attività di prevenzione e da numerosi altri supporti che devono far sentire, chi opera nella musica, come uno degli elementi della crescita culturale di un paese. Per questo siamo soddisfatti che in questo momento il tema della musica sia un tema centrale nella nascita di un nuovo Governo - conclude - perché la musica made in Italy ha un immediato e urgente bisogno di sostegni per non essere cancellata da pochi marchi multinazionali".