Sicurezza in sanità per pazienti è "competenza e professionalità" -2-

Mpd

Roma, 18 set. (askanews) - Ma cosa pensano gli italiani quando si parla di rischio o "evento avverso" in ospedale? Quali le prestazioni sanitarie più temute? La ricerca evidenzia che l'85% degli intervistati si pone il problema della sicurezza durante una prestazione sanitaria o ospedaliera. I prelievi del sangue e gli esami diagnostici sono le prestazioni maggiormente effettuate ma percepite a più basso rischio, al contrario trasfusioni di sangue (45%) e pronto soccorso (30%), seppur meno frequenti, risultano a più alto rischio. Il 52% degli italiani dichiara inoltre dei timori quando deve affrontare un intervento in anestesia totale.

Fra i luoghi considerati più sicuri svetta la terapia intensiva nel 73% degli intervistati, mentre la sala operatoria si attesta al 28%.

"È indubbio che i reparti chirurgici, le sale operatorie e le terapie intensive siano aree ospedaliere nelle quali c'è massima attenzione dal punto di vista igienico-sanitario e di rispetto delle procedure - osserva Nicola Petrosillo, Direttore Dipartimento Clinico e di Ricerca in Malattie Infettive, Istituto L. Spallanzani, Roma - gran parte del lavoro di prevenzione viene effettuato oggi proprio in queste aree: singoli episodi di infezione, talora fatali, non costituiscono la regola; occorre però un'analisi completa, anche in questi casi, dei possibili errori e di come migliorare la qualità dell'assistenza erogata".

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, 1.000 pazienti su 10.000 (10%) in ospedale subiscono un evento avverso correlato alla gestione sanitaria, nel 50% dei casi prevenibili. In Italia il tasso di incidenza di eventi avversi è pari al 5,2%, quindi più basso rispetto allo stimato, con una prevenibilità del 56%.(Segue)