Sicurezza, sindaco Cecina: "Parlamento faccia proprio dovere come gli agenti uccisi"

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"Un sussulto di dignità. Se la legge non è chiara dato che gli aggressori possono tornare a circolare liberamente allora che vengano messe da parte le tante e troppe leggi da campagna elettorale. Che il Parlamento faccia il suo dovere come lo hanno fatto gli agenti che sono morti. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico". Lo chiede Samuele Lippi, sindaco di Cecina, in una lettera aperta nella quale descrive anche le aggressioni subite anche da agenti della polizia municipale di Cecina e lamenta il disinteresse dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini.  

"Giugno 2016. Due agenti della Polizia Municipale in servizio per i normali controlli al mercato cittadino di Cecina fermano un uomo per commercio abusivo. Non appena l'agente si qualifica l'uomo lo aggredisce e ne nasce una violenta colluttazione. Arrivano altri venditori abusivi e uno di questi tenta di sfilare la pistola all'agente. - scrive Lippi nella lettera - Non ce la fa, anche perché su proposta dello stesso corpo di Polizia Municipale gli agenti sono stati dotati di pistole e fondine moderne e sicure. Ma quello che sarebbe potuto succedere mi tormenta tuttora. Ancora più adesso alla luce di quanto accaduto a Trieste. L’aggressore avrebbe potuto usare una pistola ne bel mezzo del mercato cittadino, frequentato da migliaia di persone. La sera alle 19.30 gli agenti escono dalla caserma e hanno 15 giorni di prognosi; l'aggressore è uscito dalla caserma alla stessa ora, libero di circolare seppur già in possesso del foglio di via".  

"Settembre 2019. A poche ore dall’assassinio di due poliziotti a Trieste, qui a Cecina due loro colleghi intervengono per una rissa. L’uomo, di nazionalità russa, reagisce all’arresto in modo violento e i due agenti sono finiti in ospedale: uno ha una prognosi di dieci giorni, la collega è ancora ricoverata per problemi cardiaci causati dalla colluttazione. L’aggressore invece è a casa, processato per direttissima e scarcerato, ha solo l’obbligo di firma. - continua Lippi - Ho fatto visita alla poliziotta in ospedale per esprimere a lei e ai suoi colleghi tutta la mia solidarietà: lei potrà tornare a casa dai suoi cari, e di questo si diceva grata, mentre i bambini del suo collega a Trieste non vedranno più il papà. E nei suoi occhi ho letto, come già mi è capitato parlando con altri operatori delle forze dell’ordine, quel senso di frustrazione e sopraffazione provocato dall’applicazione di una legge, pensata a garanzia dei cittadini ma che in realtà in tante occasioni vanifica il lavoro di contrasto all’illegalità mettendo in libertà chi già doveva essere andato via dall’Italia o chi già altre volte è stato arrestato per aggressione e violenza".  

"Oggi l’ex Ministro dell’Interno Salvini si interessa a Cecina. Io gli scrissi subito dopo quel tragico episodio al mercato chiedendo una collaborazione e maggiori risorse delle forze dell’ordine per garantire la loro sicurezza. - prosegue la lettera - Non ho mai avuto risposta, finora Salvini non si era mai interessato a Cecina. Anzi, poco dopo arrivò una circolare sul contrasto ai massaggiatori e tatuatori abusivi in spiaggia".  

"Nel corso della sua attività di governo Salvini ha preferito occuparsi di bloccare navi con a bordo anche bambini in fuga da guerre e violenze e di contrastare l'abusivismo sulle spiagge, mentre non si è preoccupato di inserire nei vari decreti per la sicurezza un semplice articolo di legge che introducesse un’aggravante per chi reitera reati di violenza e che prevedesse per chi non è italiano il rimpatrio nel Paese d'origine, qualunque esso sia, dopo aver scontato la condanna. - scrive ancora Lippi - Nè si è preoccupato di rinnovare le fondine e le armi per chi combatte l’illegalità ogni giorno a suo rischio e pericolo. Del resto se lo avesse fatto oggi non avrebbe argomenti per cavalcare ed alimentare il populismo razzista tanto utile al consenso che i tanti italiani stanchi di queste ingiustizie gli hanno dato.  

"Oggi quindi mi rivolgo al Parlamento, chiedendo che abbia un sussulto di dignità. Se la legge non è chiara dato che gli aggressori possono tornare a circolare liberamente allora che vengano messe da parte le tante e troppe leggi da campagna elettorale. - conclude Lippi - Che il Parlamento faccia il suo dovere come lo hanno fatto gli agenti che sono morti. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Svegliatevi".