Sileri è "fiducioso: possiamo confidare in un Natale sereno"

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AGI - “È inevitabile, purtroppo, prevedere altre vittime e altri ricoverati tra i non vaccinati. Ma gli ospedali non dovrebbero andare in affanno. Sono fiducioso: possiamo confidare in un Natale sereno. Grazie ai tanti che si immunizzano e grazie al green pass. Resterà obbligatorio per molti mesi”. È quanto afferma in un'intervista al Corriere della Sera il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, secondo il quale “in realtà non abbiamo ancora riacquistato il cento per cento della nostra libertà: è in vigore l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso, il distanziamento, e per andare in palestra, solo per fare un esempio, sono in vigore rigidi protocolli. E sono in vigore perché l'emergenza non è ancora archiviata”.

Ha protetto l'obbligo di Green pass

Tuttavia, aggiunge, “l'obbligo di green pass è, insieme all'ottima risposta degli italiani alla campagna vaccinale, quello che ci ha protetto da situazioni di contagio fuori controllo. In Francia, dove non c'è un obbligo di green pass così stringente, il tasso di ospedalizzazione è ben più severo. La nostra strategia spinge la vaccinazione e, attraverso i tamponi di chi non si vaccina, permette di far emergere i contagi che altrimenti non conosceremmo” e “sicuramente non è pensabile che quell'obbligo cada mentre sono in vigore le altre limitazioni che ho elencato”

Questo il motivo principale della proroga della sua validità: “Diciamo che sarà l'ultimo obbligo a venire meno. E ci vorranno molti mesi. Così come, considerando la nuova ondata, è improbabile si possa fare a meno dello stato di emergenza”. In ogni caso Sileri si attende che “possano aumentare i numeri del contagio, ma non quelli dei ricoverati. In ospedale finiranno i non vaccinati. Certo, a meno di varianti a noi ancora non note e dagli esiti imprevedibili. E a patto che i cittadini si facciano somministrare la terza dose”.

Mi auguro almeno la metà dei bimbi vaccinati

Il sottosegretario si aspetta “una resistenza” dei genitori che sottoporranno i figli al vaccino: “Anche tra i 12 e i 15 anni, del resto, la percentuale di vaccinati è più bassa. Ma, da medico, mi auguro che almeno la metà dei 3,2 milioni di italiani tra i 5 e gli 11 anni, si vaccini. Prima ancora che per bloccare la circolazione del virus, nell'interesse dei bambini. Gli effetti della malattia, nel lungo periodo, sono subdoli e non risparmiano i giovani. Il Covid è meglio non prenderselo, a nessuna età”, consiglia e raccomanda Sileri.

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