Sileri è in parizale disaccordo con le norme contenute nel nuovo decreto

·1 minuto per la lettura
Sileri
Sileri

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si è detto non pienamente d’accordo con le misure contenute nel nuovo dpcm in vigore dal 26 ottobre al 24 novembre 2020. Norme che secondo lui non abbasseranno troppo i numeri dei contagi e potranno nel caso rallentarne la salita.

Sileri sul nuovo dpcm

Intervenuto nel corso della trasmissione Agorà in onda su Rai Tre, il pentastellato ha affermato che laddove c’è un protocollo ed esso viene rispettato con rigore e severità il rischio di trasmissione dell’infezione è molto basso. Per questo si è dichiarato parzialmente in disaccordo con la decisione del governo di chiudere bar e ristoranti dopo le 18. Misure contro cui si sono scagliati, oltre ai professionisti del settore, anche diversi sindaci che stanno valutando di fare ricorso al Tar.

Convinto che a dettare la scelta siano stati numeri in possesso del Comitato tecnico-scientifico, ha comunque affermato di immaginare che non serviranno a invertire l’andamento della curva bensì ad addolcirne la salita. Una volta che si arriverà al rallentamento, si è augurato che “si possa ritornare ad una situazione di normalità“.

Poche ore prima Sileri, in un’intervista a Libero, aveva anche aggiunto che una volta terminata la sua esperienza politica andrà a svolgere l’attività di medico al San Raffaele. Nel 2016 ha infatti vinto un concorso e dal 2023 lavorerà al fianco di Zangrillo. Un esperto che, ha spiegato, ha usato un’espressione infelice (ndr “il coronavirus è clinicamente morto“) ma che molti degli addetti ai lavori hanno capito che cosa intendesse. Vale a dire che il rischio di finire in terapia intensiva era sensibilmente diminuito.