Sileri: Europa deve essere in grado di stilare regole comuni

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Milano, 21 lug. (askanews) - "Il punto è questo: se troppi dovessero non recarsi alla vaccinazione, tutti i nostri sacrifici diventerebbero inutili. Uno ci può stare che dice io non mi vaccino, però intorno a me ho il 90% della popolazione vaccinata, non lo attacco a questo 90%, però lei pensi se dovessimo fermarci al 50% di persone vaccinate sarebbe un dramma". Lo ha detto il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri intervenendo su R101 nel programma di Maurizio Costanzo e Carlotta Quadri "Facciamo finta che".

A proposito della paura che molte persone nutrono nei confronti dei vaccini, Sileri ha commentato: "C'è anche una colpa, ed è quella degli enti regolatori perché non c'è stata uniformità di comunicazione all'interno dell'Europa Noi abbiamo avuto i nostri 21 problemi con i nostri servizi sanitari regionali e siamo riusciti a gestirli a fatica, figuriamoci in Europa dove tu hai un ente regolatorio europeo che ti dà un ok per un vaccino, poi hai un altro Stato il cui ente regolatorio lo blocca, poi un altro che mette un limite di età diverso da un altro ancora. Questo non ha aiutato. Pensate alle regole per circolare in Europa, a quello che è successo con la Grecia proprio in questi giorni. Possibile che non si riesca ad avere una uniformità? Oggi, dopo un anno e alcuni mesi, dovremmo essere in grado di stilare delle linee uguali per tutti, adattabili a seconda delle epidemie. Quello che è mancato soprattutto per i vaccini è stata un'informazione semplice e accurata".

"Quest'estate ci aspetta un aumento dei contagi come siamo già osservando. Ci aspetta un aumento dei casi in prevalenza in coloro che non hanno fatto il vaccino - ha proseguito il sottosegretario - una quota saranno coloro che hanno fatto solo una dose e una quota minoritaria in coloro che hanno già fatto il vaccino. Attenzione però, quanti di questi andranno in terapia intensiva? Dipenderà dall'età e dal fatto se hanno fatto o non hanno fatto il vaccino. Prevalentemente andranno in ospedale soggetti più anziani, soggetti portatori di fragilità che non hanno fatto il vaccino.

Sileri poi ha parlato del rientro a scuola a settembre: "E' una sfida difficile ma che dobbiamo vincere. Non sono sicuro che la vinceremo questa sfida perché abbiamo in campo diverse variabili: la prima, quanta popolazione generale sarà vaccinata; la seconda, quanta della popolazione della scuola sarà vaccinata; mancano ancora 240 mila che se fossero distribuiti in tutta Italia non sarebbe un dramma, ma se tu hai una regione dove il 40% non ha aderito, quella regione è in ginocchio. E poi quanti ragazzi, quante famiglie di ragazzi tra i 12 e i 15, 16, 17 anni decideranno di far vaccinare i propri figli. E soprattutto, questa variante Delta che corre così tanto, quanto crescerà in Italia? Io temo che crescerà al pari del Regno Unito, non vedo perché l'Italia dovrebbe avere meno casi. Forse non arriveremo a 40.000, ma se anche arrivassimo a 20, 25.000 casi sarebbe un problema".

Ultimo aspetto toccato, l'ipotesi di una terza dose. "Io personalmente - ha concluso Sileri - incomincerei a indicare la terza dose per coloro che hanno fatto il vaccino agli inizi della campagna vaccinale, per i soggetti più fragili cioé con quelle malattie che determinano un'alterazione del sistema immunitario. Se faccio un esempio fra tutti, se io fossi un trapiantato di qualunque organo o un paziente con malattia oncoematologica che ha fatto il vaccino nel mese di gennaio, io direi che forse in quel tipo di soggetto un richiamo possiamo cominciare a pensarlo".

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