Silvana Sciarra eletta presidente della Corte costituzionale

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AGI - È stata la prima donna eletta dal Parlamento giudice costituzionale e, da oggi, è la seconda donna a presiedere la Consulta. Silvana Sciarra, giuslavorista, succede a Giuliano Amato alla presidenza della Corte: a Palazzo della Consulta ha iniziato il suo mandato nel novembre 2014 - lo concluderà l'11 novembre 2023 - dopo aver ricoperto il ruolo di professore ordinario di Diritto del Lavoro e Diritto sociale europeo presso l'università di Firenze e l'Istituto universitario europeo.

Nata a Trani nel 1948, Sciarra si è laureata in Giurisprudenza presso l'universita' di Bari, discutendo una tesi con il professor Gino Giugni. Nel corso della sua carriera è stata 'Harkness Fellow' presso l'Ucla e la Harvard Law School (1974-1976); 'Fulbright Fellow' presso l'Ucla (1985), visiting professor in diverse Università, tra cui Warwick, Columbia Law School, Cambridge, Stoccolma, Lund, University College Londra e la Luiss di Roma.

Ha inoltre insegnato presso la facoltà di Scienze economiche e bancarie dell'università di Siena, mentre dal 1994 al 2003 ha ricoperto la cattedra di Diritto del Lavoro e Diritto sociale europeo presso l'Istituto universitario europeo di Fiesole, dove ha coordinato anche progetti internazionali e curato pubblicazioni.

Sciarra ha poi collaborato con la Commissione europea in numerosi progetti di ricerca e ha ricevuto il dottorato di ricerca in Legge honoris causa presso l'università di Stoccolma nel 2006 e di Hasselt nel 2012. èstata vicepresidente della Corte costituzionale dal 29 gennaio 2022 a oggi.

Ha redatto 159 decisioni come giudice costituzionale. Di seguito alcune delle pronunce più significative sono pubblicate sul sito della Consulta, nella pagina della Presidente:

In materia di previdenza e di lavoro, pubblico e privato, si ricordano la pronuncia che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del blocco pluriennale della perequazione automatica per le pensioni di più modesto importo (numero 70 del 2015); la sentenza che ha consentito la ripresa della contrattazione economica collettiva nel settore del lavoro pubblico, dopo il 'blocco' per risparmio di spesa (numero 178 del 2015); le decisioni che hanno inciso sui criteri di determinazione dell'indennita' prevista per i licenziamenti illegittimi, al fine di garantire un adeguato ristoro del concreto pregiudizio subito dal lavoratore e un'adeguata dissuasione del datore di lavoro dal licenziare illegittimamente (numero 194 del 2018 e numero 150 del 2020).

Si ricordano anche le pronunce che, in un proficuo confronto con la Corte di giustizia dell'Unione europea, hanno valorizzato una prospettiva di integrazione degli strumenti di tutela dei diritti: riconoscimento ai cittadini di Stati terzi di prestazioni di sicurezza sociale per famiglie disagiate (numero 54 del 2022) e l'assegno per il nucleo familiare (numero 67 del 2022).  In tema di diritti fondamentali, si segnala la pronuncia che sollecita il legislatore a tutelare i diritti dei figli in un nucleo familiare costituito da due madri (numero 32 del 2021).