Silvestri: "Il Covid sembra raffreddorizzarsi ma solo per i vaccinati"

·2 minuto per la lettura

L'immunologo e virologo Guido Silvestri, direttore del Dipartimento di Patologia generale e medicina di laboratorio alla Emory University di Atlanta, che da 30 anni lavora sui vaccini negli Stati Uniti, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Commentando gli ultimi numeri dell'emergenza coronavirus in Italia, a fronte della diffusione della variante Omicron, Silvestri ha invitato la popolazione ad "avere fiducia", "nonostante una crescita dei contagi che sembra una valanga". La speranza, ha aggiunto, è "che il virus si stia raffreddorizzando" ma solo per i vaccinati.

"Non sono le feste che ci immaginavamo e abbiamo ancora davanti un periodo difficile. Ma, i dati che raccogliamo ogni giorno indicano che la variante Omicron, benché molto trasmissibile, è meno aggressiva e molto di rado ha conseguenze serie sui vaccinati", ha dichiarato l'esperto, sottolineando che la controprova si ha dai numeri dei ricoveri negli ospedali, che "non sono sotto pressione nemmeno a Londra con un milione di contagiati".

Commentando le recenti dichiarazioni dell'immunologo Sergio Abrignani, secondo cui senza i ricoveri dei non vaccinati l’Italia sarebbe oggi tutta in zona bianca e non gialla con rischi arancioni o rossi, il virologo ha dichiarato: "È vero. Ormai sono quasi due malattie diverse. Chi non si vaccina sulla base della sua idea di libertà individuale fa pagare un prezzo alto agli altri e rischia moltissimo lui stesso. No-vax l’80 per cento di ricoverati: riflettano su questo i milioni di italiani che ancora rifiutano il vaccino".

GUARDA ANCHE - Covid, i sintomi "diversi" della variante Omicron

Quanto ai tempi dell'isolamento attualmente previsti per chi ha contratto il virus o ha avuto contatti con positivi, secondo Silvestri "è venuto il momento di essere più elastici con le quarantene" o si rischia "di bloccare tutto".

Secondo il virologo chi guarisce e risulta negativo a due test rapidi potrebbe tornare a lavoro. "Abbiamo troppi medici e paramedici giovani, asintomatici, bloccati a casa. Non possono curare altri malati, cardiovascolari, di cancro o altro, che hanno bisogno di loro. E anche le linee guida del Cdc vanno in questa direzione".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli