Sima: cellulari provocano tumori? Nessun dato certo ma occhio a 5G

Red/Gtu

Roma, 15 gen. (askanews) - "I cellulari provocano tumori? Nessun dato certo, ma occhio al 5G", perché "con l'introduzione della nuova tecnologia si potrebbe determinare un incremento non quantificabile a priori dell'esposizione umana ed ambientale sia in termini spaziali che temporali"": così interviene Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale, in merito anche a una recente sentenza della Corte d'Appello di Torino, in cui si è evidenziato un nesso tra l'uso scorretto del cellulare e l'insorgenza di alcune tipologie di tumore.

"Nonostante la grande quantità di studi condotti e di risorse investite negli ultimi anni, la ricerca scientifica non ha fornito ad oggi assicurazioni assolute circa l'impatto sulla salute delle emissioni elettromagnetiche, ai livelli che si possono incontrare negli ambienti di vita", spiega il presidente Sima, ricordando: "In questo scenario si richiama l'impiego dell'approccio precauzionale al fine di mantenere le esposizioni ai più bassi livelli possibili".

"Forse nessuno poteva prevedere una diffusione così rapida dei telefoni cellulari, con l'Italia a detenere il record mondiale del numero di apparecchi pro-capite", aggiunge Miani, professore di prevenzione ambientale all'Università di Milano, sottolineando: "Cosa diversa è il rischio associato all'introduzione della nuova tecnologia 5G che sarà un'ulteriore fonte di esposizione della popolazione e dell'ambiente rispetto al clima elettromagnetico attualmente esistente. Infatti, se i piani del settore delle telecomunicazioni per il 5G si realizzeranno, la messa in opera di milioni di nuove stazioni radio base, di decine di migliaia di nuovi satelliti e di centinaia di miliardi di oggetti trasmittenti (dispositivi cellulari e wireless, elettrodomestici, accessori indossabili, etc.) potrebbe determinare un incremento non quantificabile a priori dell'esposizione umana ed ambientale sia in termini spaziali che temporali".(Segue)