Simona Riussi crede nella vaccinazione ma vuole la verità sulla morte del marito

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La moglie del professore di Biella farà la seconda dose di vaccino
La moglie del professore di Biella farà la seconda dose di vaccino

Simona Riussi, la moglie del professore di Biella morto dopo l’inoculazione di AstraZeneca, farà la seconda dose di vaccino. Una dichiarazione di assoluto senso civico, la sua, che fa il paio con l’esigenza mai sopita di sapere cosa sia successo al marito. La 55enne di Garlasco moglie di Sandro Tognatti ha spiegato come la pensa alla Provincia Pavese. “Credo nella vaccinazione anti-Covid e farò la seconda dose. Mi sembra l’unico modo per vincere il Covid. Nello stesso tempo vorrei però conoscere la causa della morte di mio marito”. Non si placa la voglia di verità sulla scomparsa dell’insegnante di musica 57enne morto il giorno dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca.

Biella, la moglie del professore sceglie il vaccino

Gli esami sulla salma hanno escluso segni di trombosi in concausa con la somministrazione del vaccino. Ma a traino di quella naturale esigenza è arrivata anche la precisa scelta di Simona Riussi di non creare da subito un legame fra il suo dolore e la messa al bando della vaccinazione come unico strumento per debellare covid. Una scelta importantissima in questo momento in cui gli umori dell’Italia sono condizionati dalle notizie giunte dall’Ema in questi giorni. E lo storico della politica Leonardo Cecchi, sulla sua seguitissima pagina Facebook, ha espresso per le dichiarazioni di Simona l’apprezzamento che si riserva alle scelte che denotano la forza vera.

Il plauso di Leonardo Cecchi

“Mentre una parte della politica ha approfittato di questa tragedia per sciacallare sulla paura e raccattare qualche voto, ci sono persone che dimostrando una forza straordinaria mandano il messaggio più giusto, arrivando a superare un dolore personale immenso. Tanta stima, tantissimo rispetto per questa donna che dà uno schiaffo morale a chi fa del disfattismo e del terrore arma di consenso”.