Simona Siri racconta gli Stati Uniti in un libro che somiglia a una commedia romantica

Di Stefania Carini
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Photo credit: Philippe Intraligi / EyeEm - Getty Images
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From Harper's BAZAAR

“Siamo diversi in tutto. È un miracolo che stiamo insieme. Alle volte è così americano che lo detesto”. Questa è ovviamente una stupenda dichiarazione d'amore. Ed è così che inizia il nuovo libro della giornalista e scrittrice Simona Siri, Mai Stati Così Uniti (Tea), scritto in collaborazione con quel detestabile americano che è suo marito, Dan Gerstein, analista politico e fondatore della Gotham Ghostwriters. Detestabile e, dunque, come insegnano le commedie romantiche e talvolta anche la vita, adorabile.

Nei suoi articoli e dal suo profilo Instagram, Simona Siri racconta da anni New York la sua vita, Dan, il suo lavoro, il cane Ugo, la nuova arrivata in casa, la piccola Ella Mae. Parliamoci chiaro: come si fa a non invidiarla? Semplice: a differenza di molti altri, giornalisti e non, Siri non ti guarda dall'alto in basso, non ti butta in faccia quello che sa o che fa, non cerca il birignao cinico che va tanto di moda. È una questione di stile, tono, leggerezza. E se talvolta ha un tocco che pare naif, meglio, è più sincero. Simona Siri però non mette in scena solo la sua vita, ma tenta di spiegare quanto accade intorno a lei, come mestiere impone. E ti costringe a fare con inaudita forza in anni come questi, e tanto più se ti sei trasferita negli Stati Uniti, trovi l'amore, Hillary Clinton è già destinata a essere presidente e invece nel giro di poche ore ecco Donald Trump, ecco un'altra America. Così inizia il libro: l'America non è più il sogno dell'europeo cresciuto con un certo immaginario. Siri sapeva che “non è tutto oro quello che luccica”, ma agli Stati Uniti capaci di andare oltre e avanti credeva ancora. E invece no, tutto è diventato più buio.

In Mai Stati Così Uniti, Siri racconta l'America vista da un'italiana/europea, i suoi pro e i contro, ma ingloba, come nella serie The Affair, il punto di vista di suo marito. Due punti di vista diversi e solo talvolta coincidenti, per una scambio continuo sui temi di oggi e di ieri e di domani: l'elezione di Trump, il dating, la scelta di una giacca, la colazione fino alla malattia affrontata da Simona, il cancro al seno. Ogni spunto è raccontato come in una commedia romantica, ma ogni spunto mette in scena uno spaccato del delicato rapporto tra Simona e Dan e dunque tra l'Italia/Europa e gli Stati Uniti. Ci amiamo e ci odiamo, da secoli. Siamo diversi eppure simili. Siamo inconciliabili eppure indivisibili. E dobbiamo provare a capirci, nonostante tutto. E questo che dicono, con tono leggero ma toccando temi importanti, Simona e Dan

Certo, con l'elezione di Donald Trump, è come se questo nostro adorabile insopportabile amante avesse deciso non solo di sbatterci la porta in faccia, ma anche di dissociarsi da se stesso, di ingigantire i suoi lati bui, tanto da farsi del male da solo. Il 4 novembre speriamo non tanto nella vittoria di una parte politica, non è più quello che c'è in gioco. C'è in gioco la nostra commedia d'amore con gli Stati Uniti, seppur coi i suoi alti e i suoi bassi. Perché non possiamo pensare, come non lo possono pensare Simona e Dan, che la nostra controparte romantica si allontani per sempre. Speriamo di essere ancora uniti.