Simpatia, aspettative, e no pregiudizi. A Lecce la Cgil prova a fidarsi del "nuovo" Conte

Giuseppe Colombo
Landini Conte

LECCE - Un anno fa Susanna Camusso era in piazza Sant’Oronzo a dire che il governo gialloverde stava portando il Paese a sbattere contro un muro. Il tratto della Cgil era quello dell’opposizione, dell’evocazione della piazza contro una manovra che andava cestinata, anche se era stata appena abbozzata. Giorni difficili, di transizione verso il Congresso per la nomina del nuovo segretario, giorni che scorrevano inesorabili senza convocazioni a palazzo Chigi. Piazza Sant’Oronzo oggi, allestita a festa con bandiere, maxi-schermi e stand tutti rigorosamente in rosso. Un dirigente di lungo corso del sindacato, seduto a un tavolino di un bar, la butta giù così: “Le cose sono cambiate, è evidente. Per Conte c’è simpatia e le nostre aspettative sono tante, non c’è pregiudizio ma vogliamo capire di che pasta è fatto il nuovo premier”. Già, il nuovo premier. Perché il ragionamento che rimbalza tra i dirigenti e i militanti del sindacato di corso d’Italia è sostanzialmente uno: fino a che punto ci si può fidare di un presidente del Consiglio che è passato da presiedere un governo ostile ai sindacati a una volontà attiva di riappacificazione?

Il cambio di pelle del governo, diventato giallorosso, non è un elemento che da solo basta a fugare i dubbi. I quadri della Cgil, così come molti militanti, non hanno apprezzato le parole dure di Luigi Di Maio ma neppure le porte chiuse di palazzo Chigi quando al governo c’era Matteo Renzi. È anche per questo che tutte le riflessioni, in chiaro e nei capannelli che si formano nei luoghi della sesta edizione delle Giornate del Lavoro, sono focalizzate su Conte. Queste riflessioni dicono grosso mode tre cose. C’è simpatia per come il premier prova a smarcarsi da Matteo Salvini e dalla Lega, per il tono istituzionale assurto a marchio del suo bis al governo, per i riferimenti costanti alla Costituzione. La simpatia è stato d’animo che genera fiducia, ma anche aspettative perché se il clima è...

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