Sindacati agroalimentare: rispettare norme igienico-sanitarie

Fcz

Milano, 12 mar. (askanews) - II sindacati confederati del settore agroalimentare chiedono "il rispetto rigido delle norme igienico- sanitarie e di protezione" previste dal decreto approvato dal governo per limitare la diffusione del Coronavirus. Anche a costo di arrivare "al rallentamento e alla sospensione delle attività dei reparti e delle produzioni che risultano con tutta evidenza non di utilità pubblica e non indispensabili alla produzione in questa fase di emergenza". Fai, Flai e Uila della Lombardia si richiamano alle norme contenute del Dpcm approvato ieri sera che prevede "l'adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, strumenti di protezione individuale".

Il comparto della trasformazione alimentare fa parte di quelle "attività indispensabili" che, in base a quanto sancito dal decreto del governo, devono essere garantite alla popolazione nonostante l'emergenza Coronavirus. Ma per i sindacati confederali "il richiamo alla responsabilità civica di ogni lavoratore del settore agro-alimentare impegnato nelle attività indispensabili non può comunque prescindere dall'assoluta garanzia di prevenzione sanitaria, così come avviene per gli operatori sanitari". Anche in questo settore vanno perciò incentivate "modalità di lavoro in smart-working" e comunque "modalità organizzative che evitino assembramenti nei locali aziendali". Il che, tradotto in pratica, significa "sospensione delle attività non indispensabili, riduzione e rotazione delle altre attività lavorative". Ma è anche necessario provvedere a un '"adeguata sanificazione degli ambienti maggiormente frequentati" e dotare i lavoratori di mascherine protettive e guanti in lattice. Secondo Fai, Flai e Uila, bisogna inoltre mettere in condizione dei lavoratori del settore agroalimenatare di effettuare "controlli volontari delle proprie condizioni fisiche" attraverso la "misurazione della temperatura corporea".

Altrimenti, avvertono i sindacati, "metteremo in campo tutte le azioni di autotutela previste dalla normativa in materia di Salute e Sicurezza, anche con l'astensione dal lavoro, e la segnalazione puntuale e decisa alle Ats di tutte le mancanze che verranno riscontrate nelle realtà produttive e negli ambiti lavorativi".