Sindacati dei vigili del fuoco proclamano agitazione nazionale

Red/Gtu

Roma, 6 nov. (askanews) - "Il sangue dei vigili del fuoco non può valere meno di quello degli altri corpi, siamo stanchi di essere considerati un corpo di serie B dai politici. Chiediamo solo pari trattamento retributivo e previdenziale con la polizia di Stato che, come noi, appartiene al medesimo ministero dell'interno": così i sindacati Conapo, Apvvf, Sindir e Dirstat vigili del fuoco lanciano al governo, dopo aver oggi proclamato lo stato di agitazione nazionale preannunciando l'intenzione di attuare uno sciopero nazionale dei vigili del fuoco che va ad aggiungersi alla protesta a piazza Montecitorio già programmata per il 19 novembre.

"Per equiparare retribuzioni e previdenza - spiegano i sindacati - servono 216 milioni di euro all'anno e questo dimostra quale grave sperequazione subiscono i vigili del fuoco. A fronte di questo, il premier Conte, i ministri Lamorgese e Gualtieri e i capi politici dei partiti di maggioranza Di Maio, Zingaretti, Renzi e Grasso hanno previsto a questo scopo solo 25 milioni nel ddl bilancio ora in discussione al Senato, di cui 10 sono una partita di giro. Intanto alle forze di polizia sono stati corrisposti ulteriori stanziamenti per il riordino delle carriere e questo, in mancanza di idoneo stanziamento anche per i vigili del fuoco, porterà ad aumentare ulteriormente il divario esistente".

Per questo i sindacati chiedono "emendamenti alla legge di bilancio in questo senso: è una questione di rispetto e pari dignità per la quale non sono tollerabili ulteriori rinvii".