Sindacati europei: von der Leyen coinvolga parti sociali in programma lavoro

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"La Ces, Confederazione europea dei sindacati, vuole lavorare con il nuovo presidente, vuole contribuire a raggiungere gli obiettivi positivi del suo programma e spera che la sua fiducia nel dialogo sociale con i sindacati, si traduca in una buona cooperazione e valide proposte legislative. Ci aspettiamo che le parti sociali siano immediatamente coinvolte e consultate sul programma di lavoro, questo darebbe un chiaro segnale che il nuovo presidente vuole costruire sostegno per il suo programma politico ". Lo ha affermato Luca Visentini, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati.  Gli equilibri di forze sono importanti, avverte Visentini che spiega: "Considerando l'esigua maggioranza che Ursula von der Leyen ha ottenuto in Parlamento, esortiamo il nuovo presidente della Commissione a costruire un'alleanza solo con i partiti democratici e a riconfermare il cordone sanitario contro l'estrema destra".  "Se vuole essere davvero il presidente della Commissione, deve ricostruire la fiducia che è stata messa in pericolo dalle decisioni del Consiglio e deve lavorare per un'Unione europea più democratica ", aggiunge il rappresentante di tutte le forze sindacali europee. La Ces giudica interessanti alcune proposte in campo sociale e ambientale presentate ieri da von der Leyen. Sopratutto quelle che riguardano "gli impegni generali nei confronti di una maggiore equità sociale che includa un salario minimo equo che consenta una vita dignitosa, sostegno alla contrattazione collettiva e al dialogo sociale, un piano d'azione per attuare pienamente il pilastro europeo dei diritti sociali, misure vincolanti di trasparenza salariale e azioni per l'uguaglianza di genere e contro la violenza contro le donne". Bene anche un "accordo europeo sul verde, che prevede il raggiungimento dell'obiettivo 2050 di neutralizzazione del clima, con un fondo per la transizione giusta e un piano di investimenti sostenibili e confini sicuri ed etici per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale". Al contrario la Ces "si rammarica della mancanza di un piano più chiaro per le giuste transizioni, con misure concrete per assicurarsi che nessuno venga lasciato indietro".  Mancano anche nel discorso del neo leader della Commissione "il riconoscimento della necessità di estendere i diritti e la protezione ai lavoratori non convenzionali e autonomi, poiché la precarietà non riguarda solo i lavoratori della piattaforma; proposte su salute e sicurezza sul lavoro e democrazia sul lavoro; integrazione dei migranti nel lavoro; impegni ad adottare misure concrete per far rispettare le norme sul lavoro negli accordi commerciali", prosegue Visentini. "Inoltre, permangono alcune ambiguità su questioni critiche come la governance economica, lo stato di diritto e la Brexit. Speriamo che tutto ciò sarà chiarito presto quando verrà redatto l'attuale programma di lavoro della Commissione", conclude il leader della Ces.

"La Ces, Confederazione europea dei sindacati, vuole lavorare con il nuovo presidente, vuole contribuire a raggiungere gli obiettivi positivi del suo programma e spera che la sua fiducia nel dialogo sociale con i sindacati, si traduca in una buona cooperazione e valide proposte legislative. Ci aspettiamo che le parti sociali siano immediatamente coinvolte e consultate sul programma di lavoro, questo darebbe un chiaro segnale che il nuovo presidente vuole costruire sostegno per il suo programma politico ". Lo ha affermato Luca Visentini, segretario generale della Confederazione europea dei sindacati.  

Gli equilibri di forze sono importanti, avverte Visentini che spiega: "Considerando l'esigua maggioranza che Ursula von der Leyen ha ottenuto in Parlamento, esortiamo il nuovo presidente della Commissione a costruire un'alleanza solo con i partiti democratici e a riconfermare il cordone sanitario contro l'estrema destra".  

"Se vuole essere davvero il presidente della Commissione, deve ricostruire la fiducia che è stata messa in pericolo dalle decisioni del Consiglio e deve lavorare per un'Unione europea più democratica ", aggiunge il rappresentante di tutte le forze sindacali europee. 

La Ces giudica interessanti alcune proposte in campo sociale e ambientale presentate ieri da von der Leyen. Sopratutto quelle che riguardano "gli impegni generali nei confronti di una maggiore equità sociale che includa un salario minimo equo che consenta una vita dignitosa, sostegno alla contrattazione collettiva e al dialogo sociale, un piano d'azione per attuare pienamente il pilastro europeo dei diritti sociali, misure vincolanti di trasparenza salariale e azioni per l'uguaglianza di genere e contro la violenza contro le donne". 

Bene anche un "accordo europeo sul verde, che prevede il raggiungimento dell'obiettivo 2050 di neutralizzazione del clima, con un fondo per la transizione giusta e un piano di investimenti sostenibili e confini sicuri ed etici per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale". 

Al contrario la Ces "si rammarica della mancanza di un piano più chiaro per le giuste transizioni, con misure concrete per assicurarsi che nessuno venga lasciato indietro".  

Mancano anche nel discorso del neo leader della Commissione "il riconoscimento della necessità di estendere i diritti e la protezione ai lavoratori non convenzionali e autonomi, poiché la precarietà non riguarda solo i lavoratori della piattaforma; proposte su salute e sicurezza sul lavoro e democrazia sul lavoro; integrazione dei migranti nel lavoro; impegni ad adottare misure concrete per far rispettare le norme sul lavoro negli accordi commerciali", prosegue Visentini. 

"Inoltre, permangono alcune ambiguità su questioni critiche come la governance economica, lo stato di diritto e la Brexit. Speriamo che tutto ciò sarà chiarito presto quando verrà redatto l'attuale programma di lavoro della Commissione", conclude il leader della Ces.