Sindacati: "Non si usi il Green Pass per licenziare". Draghi prende tempo

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Maurizio Landini e Mario Draghi (Photo: Getty Editorial)
Maurizio Landini e Mario Draghi (Photo: Getty Editorial)

Sulla parte dei vaccini e dei green pass obbligatori per i lavoratori “il governo si è riservato di fare delle valutazioni e ha detto che terrà conto delle valutazioni e dei ragionamenti che abbiamo avanzato”. A sottolinearlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra il Premier Mario Draghi e i leader confederali.

La posizione dei sindacati è chiara. “Per introdurre l’obbligo vaccinale e il green pass obbligatorio serve una legge. Se ci fosse una legge, questa non dovrà comunque portare a licenziamenti nei luoghi di lavoro nè essere discriminatoria con demansionamenti” sottolineano Landini, Sbarra e Bombardieri.
Per quanto riguarda gli insegnanti Draghi ha preso tempo, dicendo a Cgil, Cisl e Uil che presto incontrerà il ministro dell’Istruzione. Il segretario generale della Uil Bombardieri ha detto: “Noi siamo vaccinati, siamo sostenitori del Green pass per il tempo libero, ma il diritto alla salute e il diritto al lavoro sono due principi garantiti dalla Costituzione su cui bisogna intervenire con grande delicatezza, senza forzature”. “Nel corso dell’incontro abbiamo ricordato che, facendo un giro per il mondo, l’unico Paese in cui è prevista l’obbligatorietà dei vaccini e’ l’Arabia Saudita” ha ricordato Bombardieri.

Prima di salire al piano nobile della Presidenza, ai tre leader sindacali è stato effettuato il tampone. Tutti e tre avevano il loro green pass. Bombardieri, landini e Sbarraq hanno avuto gioco facile nel dire a Draghi: “Se il green pass è così decisivo, perchè ci avete fatto il tampone qui a palazzo Chigi e non ci avete fatto salire direttamente?”. Draghi avrebbe sostanzialmente dato ragione ai sindacati.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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