Sindacati in piazza, Landini: "Un errore sbloccare i licenziamenti"

·2 minuto per la lettura

"E' un errore sbloccare i licenziamenti". E' quanto ha detto dal palco di piazza Castello il leader della Cgil Maurizio Landini rivolgendosi, con al fianco un lavoratore della ex Embraco, al premier, al governo alle forze politiche, a Confindustria, a Confapi e a tutte le associazioni. "Il messaggio che dobbiamo mandare è che i problemi e le riorganizzazione necessarie non si devono affrontare con i licenziamenti". "Se si vogliono evitare i licenziamenti lo strumento c'è, è una questione di volontà politica", ha aggiunto lanciando poi una sfida: "Governo e imprese nei prossimi mesi si prendano la responsabilità, dove ci sono problemi, di usare la cassa integrazione ordinaria e i contratti di solidarietà"."La questione - ha osservato ancora Landini - non è se i problemi saranno tanti o pochi, il problema è che le riorganizzazioni necessarie nelle aziende non si devono affrontare con i licenziamenti. Abbiamo bisogno di politiche industriali e ammortizzatori sociali degni di questo nome".

"Oggi chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti e che il governo faccia questo atto di attenzione verso il mondo del lavoro, è il momento di unire, non di dividere e non è il momento di ulteriori fratture sociali".

"Oggi era ora di prenderci la piazza e dire che il Paese cambia solo se cambia insieme al lavoro e per sostenere il lavoro. Non siamo disponibili ad accettare un peggioramento ne oggi ne mai, lo sappiano le forze politiche e le imprese. Siamo all'inizio di questa mobilitazione, vogliamo portare a casa il risultato ma se non ci ascoltano non ci fermiamo qui e uniti andremo avanti finché non lo avremo ottenuto".

"Le riforme e gli investimenti che vanno fatti debbono creare lavoro stabile, basta precarietà e, soprattutto, è importante che tutte le persone che lavorano abbiano gli stessi diritti e le stesse tutele". "Per noi - ha aggiunto - non è più accettabile quello che sta succedendo, cioè una competizione tra le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare. Questo dovrebbe preoccupare anche chi fa politica, dovrebbe preoccupare anche il governo, perché c'è bisogno di ricostruire quella fiducia che ancora non c'è". "E questo dovrebbe anche vedere un intervento degli imprenditori perché chi vuole fare, e ce ne sono tanti, seriamente l'imprenditore nel nostro Paese sa che quelli che non applicano i diritti, non applicano i contratti e che fanno i furbi, stanno facendo una competizione sleale anche nei loro confronti". "Oggi le riforme che devono essere fatte hanno bisogno dell’intelligenza e del consenso dei lavoratori e credo che sia interesse anche del nuovo governo fare in modo che le scelte che si compiono siano condivise". "Per farlo, però, c’è bisogno che la rappresentanza del lavoro sia coinvolta. Se non lo sarà vedremo cosa fare, compreso il provvedimento di evitare che il 1 di luglio possano partire dei licenziamenti", ha concluso il leader della Cgil.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli