Sindaci città metropolitane a Boccia: "Risorse dirette e stabili"

Cro/Ska

Roma, 20 set. (askanews) - "Al ministro Boccia, che ringraziamo per essere intervenuto, abbiamo posto le nostre priorità sulle Città metropolitane. Un tagliando alla legge Delrio quindi una verifica sulle funzioni, sugli organi di governo, sulle relazioni tra consiglio metropolitano e conferenza sindaci. Il finanziamento dell'Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile, portando la quota dal sei al dieci per cento del finanziamento strutturato da dare direttamente alle città. Sbloccare ma davvero, già da domani mattina, il bando periferie per i 96 enti che hanno subito l'effetto dello stop di un anno fa e, nonostante le soluzioni normative e finanziarie individuate, hanno subito forti rallentamenti. Infine, per le periferie e le esigenze specifiche delle città maggiori, finanziare in maniera strutturata un Piano nazionale ad hoc". Così il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine del coordinamento dei sindaci delle Città metropolitane, che si è svolto a Bari, al quale ha partecipato il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

"Il ministro - ha detto Decaro - ci ha detto di voler coinvolgere le città nella discussione sull'autonomia differenziata. Noi accogliamo con favore la proposta, del resto è da sempre la nostra richiesta. Si parta dai livelli essenziali di assistenza, si parta dalle città". Per questo Decaro ha ribadito la necessità di "riproporre il Pon Metro e i patti con le Città metropolitane". Decaro è poi tornato sulle periferie per ribadire la necessità di attenzione che meritano. "Amministriamo il 40 per cento della popolazione ed è nelle grandi città che si concentra il maggior disagio sociale ed economico. Appunto nelle periferie. Si finanzino interventi in maniera strutturale, per poter programmare e pianificare gli interventi di ricucitura che i cittadini aspettano da troppi anni".

E' stata poi la volta dei sindaci intervenuti, a partire da Dario Nardella che oltre ad essere sindaco di Firenze è anche coordinatore dei 14 sindaci metropolitani. "Poniamo nuovamente da Bari la questione dell'identità e dell'autonomia fiscale di questi enti", ha detto Nardella che si aspetta "un impegno concreto dal governo affinché la riforma Delrio sia completata e dia alla Città quel ruolo di volano per lo sviluppo del territorio che gli compete".

"Rivalutare e rivitalizzare le periferie sia fisiche che esistenziali" è la priorità secondo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando che durante i lavori ha annunciato per il 14 ottobre "un evento a Palermo su tutte le centinaia di interventi sulle periferie fatti in Italia".

Di autonomia, dei Comuni ma anche di quella cosiddetta differenziata al centro del dibattito politico, ha parlato il primo cittadino di Bologna, Virginio Merola. "E' una vicenda nata male - ha rimarcato - e la prova sta nel fatto che i Comuni dialogano e trattano al ministero dell'Interno le proprie questioni mentre le Regioni fanno lo stesso al ministero per gli Affari regionali. Serve un unico interlocutore".

Il neoministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che ha partecipato ai lavori del coordinamento, ha parlato di "confronto molto costruttivo con i sindaci delle Città metropolitane".

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, a Boccia ha posto alcune questioni: "Le Province restano o no? Quando leggeremo il testo della riforma sulla autonomia differenziata? Se si chiudono di nuovo le Province serve rivitalizzare le Città metropolitane altrimenti tutto sarà ancora una volta inutile". A Brugnaro hanno fatto eco le sindache di Roma, Virginia Raggi e quella di Torino, Chiara Appendino. Per la Raggi "fare manutenzione su strade e scuole di competenza delle ex Province è impossibile senza fondi. Se vogliamo rendere questi enti funzionali ed efficienti dobbiamo ripartire dalle risorse perché i cittadini non possono più attendere". E di "istituzionalizzazione del patto tra governo e Città" ha parlato Appendino, "perché - ha tenuto a precisare - se si personalizzano gli accordi si producono effetti negativi come in passato. La Città metropolitana è un interlocutore di pari dignità istituzionale anche se questo può creare imbarazzi con le Regioni, con cui c'è un rapporto di collaborazione da ripristinare".

Infine il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. "E' fondamentale definire dei livelli essenziali delle prestazioni, per evitare meccanismi di guerra tra nord e sud. Ancora oggi rispetto a servizi analoghi ci sono comportamenti diversi da parte dello Stato centrale".