Bella ciao

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Liliana Segre accanto a Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e a Beppe Sala, sindaco di Milano. Manifestazione

Avvolta dall’abbraccio di una grande bandiera tricolore. Prima cittadina tra i sindaci d’Italia. Liliana Segre, a Milano, ha ricevuto, la solidarietà e l’affetto di 600 sindaci che, da ogni angolo del Paese, sono arrivati nel capoluogo lombardo per camminare al suo fianco. Per dire no al razzismo e all’intolleranza. Tra questi, provenienti da metropoli o da piccoli paesi, anche sindaci di centrodestra. Degli stessi partiti - Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia - che si sono astenuti quando è stato chiesto al Senato di votare per l’istituzione della commissione, proposta proprio dalla senatrice sopravvissuta ad Auschwitz, contro l’odio e l’antisemitismo. 

Sono passate poche settimana da quel voto controverso e, in questa serata di metà dicembre, quelle divisioni sono lontane. Gli echi di quella polemica si affievoliscono fino quasi a zittirsi. Al freddo della stagione invernale si sostituisce, per alcune ore, il calore della vicinanza. Al di là del colore politico, tutti sono accanto a Liliana Segre per sottolineare, come esplicitato dal titolo dell’iniziativa di Anci, Ali e Upi, che l’odio non ha futuro.

“Vogliamo dire con forza a tutti che non accettiamo nessun tipo di fanatismo, l’unico fanatismo che i sindaci accettano in questo Paese è quello per la libertà la democrazia e il rispetto degli altri. - ha detto Antonio De Caro, presidente di Anci e sindaco di Bari alla partenza del corteo -. Per questo oggi con le nostre fasce tricolori vogliamo fare da scorta civica a Liliana Segre”. 

Insieme a lui hanno marciato, tra gli altri, Chiara Appendino, sindaca di Torino, Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, Virginio Merola, sindaco di Bologna, Dario Nardella, sindaco di Firenze - “noi siamo la sua scorta”, ha scritto su Twitter - Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ma anche quelli del centrodestra, tra cui Claudio Scajola e Stefano Locatelli, primo cittadino della bergamasca e responsabile Enti locali della Lega. 

Tra i primi...

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