Sindaco Codogno: "In tanti per Salvini ma tutti con mascherina"

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Di Federica Mochi 

“Oggi a Codogno c’era tanta gente. E’ chiaro, quando ci sono figure istituzionali o politiche di questo livello. E’ stata una bella mattinata, Matteo è venuto a portare solidarietà alla nostra comunità. Ma non ci sono state situazioni particolari oggi e non c’era una sola persona senza mascherina. Anche i selfie sono stati fatti uno ad uno, ognuno col proprio cellulare e in maniera educata”. Il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, spegne ogni polemica sull'assenza di distanziamento sociale durante la visita del segretario della Lega, Matteo Salvini, che oggi si è recato in città per un’iniziativa del partito. 

“Eravamo in uno spazio largo, c'era qualche centinaio di persone - spiega Passerini all’Adnkronos -. Anche per i selfie c’era la fila, le persone entravano da una parte e uscivano da un’altra, come succede nei negozi. Tutti avevano la mascherina, anche due o tre diverse, perché faceva molto caldo. Anche i microfoni erano separati e si è fatto il possibile”. 

Il sindaco di Codogno ricorda uno scenario simile per la visita del capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Anche il 2 giugno - osserva - quando non eravamo a contagi zero, è successo. Ma io sono tranquillo e sereno per la mia comunità, che ha imparato in modo responsabile quali sono i comportamenti da tenere per limitare in più il possibile la presenza di questo terribile virus. Su Codogno, toccando ferro, già da diverse settimane è così, e in tutta la provincia di Lodi da due giorni siamo a casi zero. Speriamo di continuare in questa direzione”. 

Non teme una seconda ondata a ottobre? "Credo che dal 21 febbraio ad oggi sia cambiato il mondo - ammette Passerini - tutto è cambiato, a partire dalla gestione sanitaria della malattia. Bisogna non sottovalutare il virus, perché sarebbe incosciente. Ma è impossibile che oggi si possa fare una previsione. Voglio pensare che la responsabilità e soprattutto i passi avanti fatti dalla scienza siano d’aiuto. Oggi le modalità del tampone sono diverse, se si ha la febbre scatta immediatamente il protocollo di verifica”. 

Ottimista, Passerini, lo sembra abbastanza: "Sono fiducioso - ammette - non che il virus scompaia, non credo, perché esiste ancora sul territorio nazionale. Ma la scienza medica ha fatto passi da gigante in questi mesi per essere pronta. Ci sono tanti elementi che ci devono far star tranquilli. Non bisogna fregarsene, certo, sarebbe l’errore più grosso ma è sbagliato anche creare psicosi”. Passerini non ha dubbi: “Bisogna stare attenti sui dati scientifici e sanitari - fa notare - e non lanciarsi in previsioni che possono avere un esito drammatico”. 

Quanto alla fase 3, il sindaco di Codogno osserva: "All’inizio c’è stata confusione, non si capiva se bisognasse usare la mascherina o meno, oggi è cambiato davvero il mondo, la gente ha voglia di riaprire. Quello che vedo, è un’attenzione generale che prima del 20 febbraio non era pensabile. Sono fiducioso, poi tutti sono sicuro saremo pronti” per un’eventuale seconda ondata. "Abbiamo scorte di mascherine – sottolinea Passerini - di disinfettante, se poi dovesse accadere supereremo anche questa. Ad oggi però voglio essere razionalmente positivo. La parte devastante, preoccupante, dove non se ne vedeva uscita, quel vortice che non si capiva cosa fosse, oggi non c’è. C’è molta consapevolezza tra i cittadini e un’attenzione diversa”. 

Ma avverte: “Non bisogna pensare che il virus non sia imbattibile, penso che sul nostro territorio con i comportamenti responsabili lo abbiamo dimostrato. Auspichiamo che sia la fine. Io spero con tutto il cuore che a settembre-ottobre si penserà cose diverse e questo sarà un ricordo. Qui non dimenticheremo mai quello che abbiamo passato e le ferite che ci portiamo dietro. Ma bisogna andare avanti”.