Sindaco leghista di Gallarate indagato per turbativa d’asta

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Nuovo risvolto nell’inchiesta milanese sul sistema di tangenti. Il sindaco leghista di Gallarate, Andrea Cassani, è indagato per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta che punta a rivelare l’esistenza di un sistema in Lombardia costituito da finanziamenti illeciti, appalti e nomine pilotate. Al centro dell’indagine c’è Nino Caianiello, ex responsabile di Forza Italia.

Sindaco leghista indagato per nomine pilotate

L’accusa verte tutta sulla presunta nomina di due avvocati, incaricati di stilare un parere legale su un’azione di responsabilità intrapresa dall’ex giunta di centro sinistra contro gli amministratori di una municipalizzata. Secondo l’accusa, la nomina dei due legali sarebbe stata appunto pilotata. Tra gli ex amministratori della municipalizzata ci sarebbe anche Caianiello.

Gli uomini della Guardia di Finanza di Busto Arsizio si sono presentati l’11 novembre negli uffici comunali di Gallarate per acquisire i documenti sul caso. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha espresso subito la sua totale solidarietà. Il primo cittadino di Gallarate è infatti considerato dal partito come un vero esempio di buona e corretta amministrazione.

L’indagine, che lo scorso 7 maggio aveva condotto all’emissione di 43 ordinanze di custodia cautelare, è coordinata dai pubblici ministeri Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scuderi. Tanti i politici coinvolti, da Caianiello ad alcuni esponenti di Forza Italia, Fabio Altitonante e Pietro Tatarella. Nel sistema di tangenti sarebbe implicato anche l’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Gallarate, Alessandro Petrone.