Sindrome dell'Avana: incubo per i diplomatici USA

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sindrome dell'avana, una msiteriosa malattia
sindrome dell'avana, una msiteriosa malattia

Una strana sindrome sembra aver colpito diversi funzionari statunitensi e canadesi che si trovano nella capitale cubana, e da cui prende il nome di “Sindrome dell’Avana”. Vediamo nel dettaglio questa strana malattia della quale ancora si conosce poco.

Sindrome dell’Avana: che cos’è

La sindrome dell’Avana, è una malattia che si è manifestata per la prima volta nel 2016, su alcuni funzionari dell’ambasciata americana all’Avana, da qui infatti il nome della sindrome. Adesso, dopo alcuni casi nel 2017 e nel 2018, i funzionari che hanno manifestato la sindrome, sarebbero arrivati a quota 130. La vicenda sta creando non poche preoccupazioni in casa USA, poichè della sindrome misteriosa si sa poco e niente: non si riesce a capire quale possa essere la causa, e se in un primo momento ci si è focalizzati su una presunta arma elettromagnetica a microonde, questa versione è stata decisamente smentita da Cheryl Rofer, ex chimico del Los Alamos National Laboratory, poichè non suffragata da nessuna evidenza scientifica, come spiega lo stesso chimico: -“Un’evidenza estremamente debole. Nessun sostenitore dell’idea ha delineato come funzionerebbe effettivamente quest’arma. Nessuna prova è stata offerta che un’arma del genere sia stata sviluppata da alcuna nazione. Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie e nessuna prova è stata offerta a sostegno dell’esistenza di quest’arma misteriosa”. Inoltre coloro che risultano colpiti sono uffciali appartenenti al dipartimento di Stato, la Cia, il Pentagono, in sostanza personale dell’intelligence americana.

Sindrome dell’Avana: i sintomi

Resta il fatto che arma elettromagnetica o meno, i sintomi, per coloro che vengono colpiti, sono decisamente invalidanti: acufeni, vertigini, fotofobia, ronzii e mal di testa che possono durare per anni e provocare lesioni cerebrali.

Alcuni di questi pazienti sono stati presi in cura dai medici del Walter Reed National Military Medical Center, e le previsioni fatte per questi soggetti non sono incoraggianti: si è stimato infatti che gli attacchi cerebrali possano cronicizzare e condurre nei casi più estremi, anche al suicidio.

I numeri poi di coloro che ne sono affetti, sono in aumento, e a Cuba, sono stati diversi gli ufficiali dell’ambasciata che hanno richiesto l’evacuazione immediata dopo essersi sentiti male.

Sindrome dell’Avana: i primi casi a Washington

Secondo le ultime indiscrezioni, la misteriosa sindrome avrebbe fatto il salto di paese, manifestandosi niente meno che a Washington e coinvolgendo personalità importanti. Due i casi segnalati: uno si sarebbe verificato nel 2019 su un funzionario della Casa Bianca che portava a spasso il suo cane; il secondo invece su un dipendente del consiglio di sicurezza nazionale mentre il soggetto si trovava nel prato ovale sul lato sud della Casa Bianca. Il secondo episodio risalirebbe a novembre 2020.

Sindrome dell’Avana: il portavoce della Casa Bianca

A commentare la notizia di questi due casi di sindrome dell’Avana a Washington, è stato il portavoce della Casa Bianca. Commento che si è reso necessario dopo la fuga di notizie di questi due casi sul suolo americano e che, comprensibilmente, hanno generato non poca inquietudine tra la popolazione. Queste le parole del portavoce: -“La Casa Bianca sta lavorando a stretto contatto con i dipartimenti e le agenzie per affrontare incidenti di salute inspiegabili e garantire la sicurezza e la protezione degli americani in servizio in tutto il mondo. Dato che stiamo ancora valutando gli incidenti segnalati e che dobbiamo proteggere la privacy delle persone che segnalano casi del genere, al momento non possiamo fornire o confermare dettagli specifici“.

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