Sindromi mielodisplastiche: il punto di clinici e pazienti -2-

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Roma, 10 ott. (askanews) - "Accanto alle patologie più diffuse e conosciute, come le leucemie, ci sono malattie rare meno note che impattano in maniera pesante sulla vita del paziente e della sua famiglia, come le Sindromi Mielodisplastiche - dichiara Sergio Amadori, Presidente Nazionale AIL - per queste malattie le cose cominciano a cambiare, la ricerca sta producendo risultati significativi grazie a nuovi farmaci e con la diagnostica più avanzata, come quella molecolare. In occasione dei 50 anni di AIL, che ha sempre sostenuto la ricerca scientifica contro i tumori del sangue, ci è sembrato giusto e opportuno iniziare a focalizzare l'attenzione su queste patologie, gravate da molteplici problematiche quali l'anemia, il ricorso alle trasfusioni, la cronicizzazione e la possibile evoluzione leucemica. AIL vuole collaborare con AIPaSiM per migliorare la vita di questi pazienti gravata da molte difficoltà, e tutelarne i diritti".

Le Sindromi Mielodisplastiche sono malattie rare del sangue con diversa gravità, che se non trattate comportano un peggioramento della qualità e dell'aspettativa di vita. I numeri sono importanti, come ha rivelato una recente indagine conoscitiva, la prima in Italia, realizzata da AIPaSiM.

"Le Sindromi Mielodisplastiche sono malattie dell'anziano, colpiscono nel 90% dei casi soggetti oltre i 60 anni e l'età media di diagnosi è 70 anni - dice Maria Teresa Voso, Professore Associato di Ematologia dell'Università degli Studi Tor Vergata e Direttore f.f. U.O.C. Diagnostica Avanzata Oncoematologia del Policlinico di Roma Tor Vergata - . In Italia la situazione epidemiologica non è molto diversa dagli altri Paesi europei: 3-4 nuovi casi ogni 100.000 abitanti l'anno nei soggetti giovani, che quintuplicano nell'età avanzata. In totale si tratta di circa 3-5.000 nuovi casi per anno tra la popolazione anziana. Oggi, sempre più pazienti vengono diagnosticati nei Centri ematologici e molti meno sono quelli seguiti nei reparti di medicina interna, oppure dal medico di famiglia. L'anemia, presente in forma grave nel 50-60% dei pazienti, è il segno caratteristico di queste patologie, così come il rischio di evoluzione in leucemia mieloide acuta".

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