Bimba comprata come prostituta a Siniscola: la rabbia dei cittadini

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L’organizzazione di Siniscola combinava matrimoni tra ragazze marocchine (anche minorenni) e cittadini italiani. Tutto questo, inoltre, era finalizzato a ottenere la cittadinanza. Un blitz scattato all’alba di mercoledì 24 luglio ha portato all’arresto di tre marocchini, due donne di 60 e 20 anni e un ventenne. La 60enne sarebbe la mente dell’organizzazione: già nota alle forze dell’ordine, si trova ora agli arresti domiciliari. Invece, per i due giovani complici è scattato il divieto di avvicinamento alle persone coinvolte nel circolo vizioso.

Siniscola, una “banda criminale”

La Squadra Mobile l’ha definita una “banda criminale”: le menti dell’organizzazione individuavano italiani che, in cambio di denaro e rapporti sessuali, erano disponibili a recarsi in Marocco. Una volta giunti sul posto, inoltre, sposavano ragazzine e bambine giovanissime da portare con loro in Italia per farsi prostituire. I clienti, infine, erano anche anziani affetti da infermità mentali.

Le indagini

Ha impiegato sei mesi la Procura di Nuoro per chiarire il caso di Siniscola. Dopo alcune denunce e segnalazioni pervenute da lontani parenti delle giovanissime sono scattate le indagini. L’organizzazione lavorava da anni in questo senso e probabilmente ha intascato “diverse migliaia di euro”. A breve avrebbero portato in Italia una ragazzina di 13 anni per prostituirsi, ma fortunatamente sono stati fermati.

Il ministro degli Interni

Da Matteo Salvini arriva il commento sul caso di Siniscola: “A Nuoro è stata smantellata una banda di marocchini che faceva affari con l’immigrazione clandestina tra finti matrimoni e prostituzioni. Grazie a forze dell’ordine e inquirenti. La pacchia è finita”.