Sinodo amazzonico, mea culpa per la complicità col colonialismo

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Città del Vaticano, 17 giu. (askanews) - "Sono i popoli dell'Amazzonia, soprattutto i poveri e i culturalmente diversi, i principali interlocutori e protagonisti del dialogo. Ci mettono di fronte alla memoria del passato e alle ferite provocate durante lunghi periodi di colonizzazione". Lo ricorda l'Instrumentum laboris, il documento di lavoro del sinodo sull'Amazzonica convocato dal Papa ad ottobre prossimo, pubblicato oggi dal Vaticano.

Papa Francesco, ricorda lo strumento di lavoro, ha chiesto "umilmente perdono, non solo per le offese della propria Chiesa, ma per i crimini contro le popolazioni indigene durante la cosiddetta conquista dell'America". E, prosegue il documento "in questo passato la Chiesa è stata a volte complice dei colonizzatori e ciò ha soffocato la voce profetica del Vangelo. Molti degli ostacoli ad un' evangelizzazione dialogica e aperta all'alterità culturale sono di carattere storico e si nascondono dietro alcune dottrine pietrificate. Il dialogo è un processo di apprendimento, facilitato dall''apertura alla trascendenza' e ostacolato dalle ideologie".

L'Instrumentum laboris ricorda il prezioso lavoro svolto nel tempo dai missionari e la presenza secolare delal Chiesa, e tuttavia, rileva, "come emerge dagli incontri territoriali, c'è ancora una ferita aperta per gli abusi passati. Giustamente, nel 1912 Papa Pio X ha riconosciuto la crudeltà con cui gli indigeni sono stati trattati nell'Enciclica Lacrimabili Statu Indorum. L' episcopato latinoamericano a Puebla ha accettato l'esistenza di 'un gigantesco processo di dominazioni' pieno di 'contraddizioni e lacerazioni'. Ad Aparecida, i vescovi hanno chiesto di 'decolonizzare le menti'. Nell' Incontro con i popoli dell'Amazzonia a Puerto Maldonado, Papa Francesco ha ricordato le parole di San Turibio de Mogrovejo: 'non solo nei tempi passati sono state fatte a questi poveri tante offese e violenze con tanti eccessi, ma ... anche oggi molti continuano a fare le stesse cose'. Poiché persiste ancora una mentalità coloniale e patriarcale, è necessario approfondire un processo di conversione e riconciliazione".