Sinodo: rinnovato appello a "cittadinanza ecologica"

Gci

Città del Vaticano, 12 ott. (askanews) - "Serve una cittadinanza ecologica", per salvare l'Amazzonia, l'intero Creato e, quindi, anche l'uomo. Ma per fare questo occorre un'umanità e, in particolar modo, una classe politica mondiale in grado di cambiare strada. E' quanto è emerso oggi nel corso dei lavori della 7° Congregazione generale del Sinodo Speciale per la Regione Panamazzonica. Lavori che stamane hanno visto la partecipazione, nell'Aula del Sinodo in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco, di 175 Padri Sinodali.

L'Amazzonia, si è ricordato nel corso dei lavori, è una regione ricca di diversità non solo biologica, ma anche culturale: "oggi, però, le comunità che la abitano si vedono minacciate dall'espansione del mondo così detto 'civilizzato' - si è sottolineato nel corso dei lavori - che, in realtà, mira solo allo sfruttamento delle risorse naturali per capitalizzare la ricchezza".

"Al contrario, ciò che occorre - hanno affermato i padri sinodali - è un'educazione integrale che ristabilisca la connessione tra l'uomo e l'ambiente, formando individui in grado di prendersi cura della casa comune, in nome della solidarietà, della coscienza comunitaria e della 'cittadinanza ecologica'". Una ecologia integrale, si è insistito, che deve diventare parte del modo di vivere nella Chiesa per il mondo. Da qui l'appello a "prendere sul serio" l'Enciclica Laudato si'. E proprio di questo, è emerso, proprio "l'Amazzonia è un modello virtuoso, in quanto rappresenta l'unità nella diversità del suo sistema ecologico e dei popoli che la abitano". Di qui, il richiamo "a non omologare, escludere, o dominare i popoli ed il Creato, affinché non prevalgano ingiustizie e violenze, come ad esempio il land grabbing o le perforazioni in zone marine protette".