Sinodo tedesco replica a Roma: i cambiamenti servono, parliamoci

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Città del Vaticano, 22 lug. (askanews) - Esprimono "irritazione" per la mancanza, almeno sinora, di una "comunicazione diretta" con la Curia romana, e "stupore", più specificamente, per la "dichiarazione della Santa Sede" pubblicata ieri dal Vaticano "non firmata"; ribadiscono che non c'è alcuna "via speciale tedesca" al cattolicesimo e che - come da statuto, citato testualmente - le decisioni assunte in questi anni non hanno "effetto giuridico"; sottolineano però che alcuni "cambiamenti" nella Chiesa "sono necessari" e "i problemi e le questioni che abbiamo indicato sono simili in tutto il mondo". Così i responsabili del "percorso sinodale" tedesco replicano a Roma.

In una "dichiarazione" diramata ieri la "Santa Sede" ha affermato che "non sarebbe lecito avviare nelle diocesi, prima di un'intesa concordata a livello di Chiesa universale, nuove strutture ufficiali o dottrine, che rappresenterebbero una ferita alla comunione ecclesiale e una minaccia all'unità della Chiesa". La Santa Sede ha poi auspicato, citando una lettera del papa ai fedeli tedeschi del 2019, che "le proposte del Cammino delle Chiese particolari in Germania confluiscano nel percorso sinodale che sta percorrendo la Chiesa universale, per un reciproco arricchimento e una testimonianza di quella unità con la quale il corpo della Chiesa manifesta la sua fedeltà a Cristo Signore".

Come è noto, il pluriennale "cammino sinodale tedesco", avviato durante l'Avvento del 2019 dopo la pubblicazione di un rapporto sugli abusi sessuali avvenuti nella Chiesa tedesca negli ultimi 70 anni, affronta, in altrettanti forum, quattro questioni cruciali che hanno provocato non poca apprensione a Roma e in altri episcopati: "autorità, partecipazione e separazione dei poteri", "morale sessuale", "forma di vita presbiterale" (e dunque anche celibato obbligatorio) e "donne nei ministeri e negli uffici della Chiesa". Promosso avanti congiuntamente dalla conferenza episcopale tedesca e dall'associazione dei laici tedesco (Zentralkomitee der deutschen Katholiken, Zdk), questo processo riformatore si concluderà prevedibilmente nella primavera del 2023. Nei giorni scorsi hanno avuto una notevole eco - ed è verisimilmente la goccia che ha fatto traboccare il vaso a Roma - le dichiarazioni sel segretario generale dello Zdk, Marc Frings, che in un intervento sul blog lgbtq+ cattolico statunitense "Outreach" caldeggiava un cambiamento del catechismo sul tema dell'omosessualità, affermando, tra l'altro: "Anche se sono convinto che la maggioranza dell'assemblea sinodale si esprimerà a favore di una revisione del catechismo della Chiesa (...) una tale decisione non è un prerequisito affinché l'episcopato tedesco influenzi la Chiesa universale".

La replica, articolata, del percorso sinodale tedesco non si è fatta attendere. "Accogliamo con favore il fatto che la Santa Sede ancora una volta sottolinea ciò a cui ci siamo impegnati negli statuti e nelle regole procedurali prima ancora dell'avvio del percorso sinodale nel 2019", affermano in una nota la presidente del Zdk, Irme Stetter-Karp, e il presidente della conferenza episcopale, il vescovo di Limburgo Georg Baetzing. Vengono poi citate testalmente gli artiolil 11 e 12 delle norme procedurali: "Le risoluzioni approvare dall'assemblea sinodale non hanno alcun effetto giuridico. L'autorità della conferenza episcopale e dei singoli vescovi diocesani a promulgare norme legali e esercitare il loro magistero all'interno delle rispettive sfere di competenza non è intaccato dalle risoluzioni". E ancora: "Le risoluzioni i cui temi sono riservati ad una regolamentazione valida per l'intera Chiesa sono trasmesse alla Sede apostolica come voto del percorso sinodale".

"Non ci stancheremo mai di sottolineare che la Chiesa in Germania non seguirà una 'via speciale tedesca'", proseguono Stetter-Karp e Baetzing. "Tuttavia vediamo come nostro dovere di dire chiaramente dove crediamo che ci siano cambiamenti necessari. Facendolo, sentiamo che i problemi e le questioni che abbiamo indicato sono simili in tutto il mondo".

"Vorremmo anche ricordare che il cammino sinodale è la conseguenza dello studio 'Abusi sessuali sui minori da parte di sacerdoti cattolici, diaconi e religiosi nell'ambito della Conferenza episcopale tedesca' (studio MHG) e siamo grati che i vescovi e lo ZdK possano percorrere insieme questo cammino ed essere certi del sostegno e della cooperazione attiva del popolo di Dio pellegrino".

"Nel 2021 papa Francesco ha aperto un processo sinodale globale. Naturalmente, come previsto - e anche la dichiarazione odierna ci incoraggia a farlo - contribuiremo al processo sinodale della Chiesa universale con le esperienze e i risultati del cammino sinodale", proseguono i due responsabili tedeschi. "Abbiamo sempre sottolineato che vogliamo attivamente prendere parte alla sua conformazione attraverso il nostro lavoro. Perché siamo convinti che questo porti ad un 'arricchimento reciproco' (dichiarazione della Santa Sede)".

"Nel regolamento interno e negli statuti del cammino sinodale parliamo anche della comunicazione con la Sede Apostolica che riteniamo necessaria e che desideriamo. Il nunzio apostolico in Germania è invitato a partecipare come osservatore permanente al cammino sinodale. Fin dall'inizio del cammino sinodale, si è cercato di trovare canali diretti di comunicazione con le autorità romane da parte della presidenza. Riteniamo che questa sarebbe la sede per tali chiarimenti. Purtroppo la presidenza del cammino sinodale non è stata ancora invitata ad una discussione. Ci rammarichiamo irritati del fatto che questa comunicazione diretta non sia avvenuta finora. Secondo la nostra comprensione, la Chiesa sinodale funziona in modo diverso! Questo vale anche per il tipo di comunicazione di oggi, che ci stupisce. Non è una buona comunicazione all'interno della Chiesa pubblicare dichiarazioni che non siano firmate".

"La prossima Assemblea sinodale sarà il luogo per raccogliere e discutere le preoccupazioni della Santa Sede", concludono il presidente della conferenza episcopale e la presidente del comitato centrale dei laici. "Come Presidenti del Cammino sinodale, sottolineiamo ancora una volta che siamo desiderosi di tenere colloqui con quanti più organismi possibili all'interno della Curia romana il prima possibile".

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