Sinodo, Vaticano respinge interepretazioni su statuetta indigena

Ska

Città del Vaticano, 16 ott. (askanews) - Una statuetta in legno che rappresenta visibilmente una donna indigena incinta, portata il quattro ottobre nei giardini vaticani in occasione di una cerimonia presieduta dal Papa con un gruppo di indigeni alla vigilia dell'apertura del Sinodo sull'Amazzonia continua a far ribollire la galassia conservatrice. Dai blog e i social network degli Stati Uniti, in particolare, rimbalza in Vaticano l'accusa di riti pagani, simbologie blasfeme, nonché della Madonna che sarebbe stata sfigurata.

"Ma chi l'ha detto che quella statua è la Madonna", ha risposto nel corso del briefing quotidiano il gesuita Giacomo Costa, "a me sembra che sia una figura femminile che non ha valore pagano né rappresenta Maria". Il prefetto del dicastero vaticano della Comunicazione, Paolo Ruffini, da parte sua, ha commentato: "Sappiamo che alcune cose nella storia possono avere tante interpretazioni, anche nelle chiese puoi trovare cose che vengono dal passato, ma credo che la statua banalmente rappresentasse la vita, e basta, mentre andarci a vedere simbolti di paganaesimo sia un vedere male dove il male non c'è. Questo è il pensiero di Paolo Ruffini, non del prefetto o del presidente del dicastero", ha precisato, ricordando, con una punta di humor, che durante la cerimonia contestata il Papa ha anche piantato un albero: "Cosa rappresentava l'albero?".