Siri insegue Alexa e potrebbe perdere l'“ehi”

Thomas Trutschel / Photothek / dpa Picture-Alliance via AFP

AGI - Un aggiornamento che potrebbe sembrare minore, ma che in realtà è frutto dell'ennesimo passo in avanti nello sviluppo delle tecnologie di Intelligenza Artificiale applicate al riconoscimento vocale. Siri, l'assistente vocale di Apple, potrebbe presto (nel 2023, al più tardi nel 2024) perdere “Ehi”, la prima metà della frase con cui in pratica viene attivato.

Il comando che permette di avviare Siri su iPhone, iPad, HomePod e Apple Watch. Secondo Bloomberg, che ha riportato la notizia, Apple sta lavorando al progetto. L'aggiornamento è frutto del progresso dell'Intelligenza Artificiale: il sistema infatti è più accurato e non ha più bisogno di due parole chiave per riconoscere le richieste.

La mossa secondo gli esperti consentirebbe ad Apple di mettersi al passo con il comando "Alexa" di Amazon, che non richiede una prima parola di attivazione per il suo assistente vocale. Prima di mandarlo in pensione, anche Microsoft si era allineato, passando da "Hey Cortana" nel 2018 a solo “Cortana". Resta "Ok Google”, ancora richiesto per la maggior parte delle richieste di prodotti Google.

Il probabile addio a "Hey Siri" è anche in linea con lo sforzo che Apple, Amazon e Google stanno compiendo verso Matter, il protocollo di automazione che nelle intenzioni ha l'obiettivo di garantire l'interoperabilità dei dispositivi di automazione e di Internet of Things della casa intelligente.

Siri è stata lanciata nel febbraio 2010 come app iOS nell'App Store. Due anni dopo è stata acquisita da Cupertino che ha integrato Siri nell'iPhone 4S, che è stato rilasciato l'anno successivo. Nel 2014 Apple ha introdotto la possibilità di dire "Ehi Siri" attivandolo con la sola voce. Siri è diventato più intelligente nel corso degli anni, grazie all'integrazione con sviluppatori di terze parti, come app di chiamata e pagamento, e al supporto di domande di follow-up, più lingue e accenti diversi.