Siri: mai preso denaro per eolico, mai pensato nesso con la mafia

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Roma, 27 lug. (askanews) - L'ex sottosegretario leghista Armando Siri, travolto politicamente dall'inchiesta sull'eolico che conduce a presunti legami fra un imprenditore del settore e la mafia siciliana, si difende con una lunga lettera al quotidiano La Stampa. "Caro Direttore, in questi ultimi mesi di violenti attacchi alla mia reputazione - scrive Siri - sono sempre stato in silenzio, per rispetto del lavoro della magistratura, come mi ha esortato il mio difensore l'avvocato Fabio Pinelli e perché ero fiducioso che la verità potesse emergere nella fase delle indagini a mio carico per una vicenda nella quale non ho alcuna responsabilità, se non quella di aver regolarmente svolto il mio lavoro di parlamentare proponendo un emendamento chiestomi formalmente dal Consorzio dei Produttori di Mini Eolico (Cpem). Un iter come tanti altri che ho delegato ai miei uffici, tant'è che dell'argomento non avevo neppure più memoria e solo dopo aver saputo delle indagini a mio carico ho potuto ricostruire punto per punto l'attività svolta".

"Il Professor Paolo Arata, effettivamente, è stato insistente - sottolinea il senatore del carroccio - nel sollecitarmi la proposta dell'emendamento, ma non più di quanto non lo sia stato qualunque altro soggetto che mi abbia chiesto un interessamento legislativo per altri settori. Mai e poi mai ho asservito a lui o ad alcuno le mie funzioni di rappresentante della Repubblica e questo risulta da tutte le mie interlocuzioni non solo telefoniche, ma anche sms, e-mail e WhatsApp che spontaneamente ho consegnato alla magistratura inquirente".

"Non ho mai minimamente pensato ad alcun nesso tra questa attività e la mafia", scrive ancora Siri, che aggiunge: "Per questo interessamento, ribadisco ciò che ho già detto ai magistrati, non ho mai ricevuto o accettato offerte né dazioni di denaro. Mai l'avrei fatto! Sostenere iniziative legislative di buon senso, coerenti con le linee programmatiche del partito, ritengo sia precisamente il compito per cui un rappresentante del Parlamento viene eletto e pagato dai cittadini italiani. Non ho idea di cosa passasse per la testa di Paolo Arata o quali fossero le sue intenzioni. Non sapevo nulla dei suoi affari, delle sue attività personali o delle sue discutibili frequentazioni. L'unica cosa che avevo percepito è che con questo sostegno al Consorzio lui volesse consolidare la sua posizione come punto di riferimento politico nel settore energetico. Il resto sono tutte ricostruzioni infondate, incollate tra loro da una forte dose di malafede", che a giudizio dell'ex sottosegretario, hanno alimentato una campagna diffamatoria e calunniosa contro la quale nell alettera precisa di aver già presentato e di essere intenzionato a proseguire a presentare numerose querele.

"Ieri, finalmente, è stato segnato un momento di verità importante - racconta Siri - nell'incidente probatorio chiesto dalla Procura, eppure continuo a leggere calunnie e ricostruzioni irreali come un fantomatico pranzo con questo Signor Nicastri. Ribadisco che con queste persone io non ho mai avuto nulla a che fare, non le conosco, mai ho sentito i loro nomi o di cosa si occupassero prima del 18 aprile scorso, quando ho appreso dell'inchiesta che mi riguarda".