Siri, si indaga su due 'prestiti' avuti da una banca di San Marino

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Le autorità di San Marino indagano sugli affari di Armando Siri, ex sottosegretario e consigliere economico della Lega. La nuova istruttoria riguarda, secondo quanto anticipa L'Espresso, "due 'prestiti di favore a elevato rischio' concessi da una banca dell'ex paradiso fiscale e caratterizzati da una doppia serie di 'violazioni sistematiche' delle regole creditizie: 750 mila euro incassati dal senatore Armando Siri tra ottobre e gennaio scorsi, quando era ancora vice-ministro delle Infrastrutture, e altri 600 mila ottenuti appena tre mesi fa da un imprenditore a lui collegato".  Entrambi i finanziamenti bancari "sono stati giudicati - secondo quanto si legge nell'anticipazione - 'contrari ai principi di sana e prudente gestione del credito' dagli ispettori della Banca centrale di San Marino e dell'Agenzia anti-riciclaggio (Aif), che dopo sette mesi di verifiche e interrogatori riservati hanno deciso di denunciare tutto alla magistratura. E di trasmettere gli atti anche alla procura di Milano". L'Espresso, nel numero in edicola da domenica 28 luglio, pubblica i documenti dell'indagine ispettiva. "Dagli atti risulta che il prestito non aveva motivazioni finanziarie: è stato deciso dalla banca per avere 'scambi e relazioni con il senatore, considerata l'imporante posizione di sottosegretario' in grado di condizionare il governo italiano".  Da quanto emerge, "le anomalie più gravi della pratica di Siri riguardano documenti decisivi che risultano 'alterati', 'cancellati', 'omessi' o 'tenuti nascosti': atti ricostruiti dagli inquirenti dopo uno scontro con la banca per sbloccare il sistema informatico. Ora anche queste carte sono state trasmesse ai pm italiani". Nei confronti di Siri indagano oltre alla procura di Milano anche Roma e Palermo.

Le autorità di San Marino indagano sugli affari di Armando Siri, ex sottosegretario e consigliere economico della Lega. La nuova istruttoria riguarda, secondo quanto anticipa L'Espresso, "due 'prestiti di favore a elevato rischio' concessi da una banca dell'ex paradiso fiscale e caratterizzati da una doppia serie di 'violazioni sistematiche' delle regole creditizie: 750 mila euro incassati dal senatore Armando Siri tra ottobre e gennaio scorsi, quando era ancora vice-ministro delle Infrastrutture, e altri 600 mila ottenuti appena tre mesi fa da un imprenditore a lui collegato".  

Entrambi i finanziamenti bancari "sono stati giudicati - secondo quanto si legge nell'anticipazione - 'contrari ai principi di sana e prudente gestione del credito' dagli ispettori della Banca centrale di San Marino e dell'Agenzia anti-riciclaggio (Aif), che dopo sette mesi di verifiche e interrogatori riservati hanno deciso di denunciare tutto alla magistratura. E di trasmettere gli atti anche alla procura di Milano". 

L'Espresso, nel numero in edicola da domenica 28 luglio, pubblica i documenti dell'indagine ispettiva. "Dagli atti risulta che il prestito non aveva motivazioni finanziarie: è stato deciso dalla banca per avere 'scambi e relazioni con il senatore, considerata l'imporante posizione di sottosegretario' in grado di condizionare il governo italiano".  

Da quanto emerge, "le anomalie più gravi della pratica di Siri riguardano documenti decisivi che risultano 'alterati', 'cancellati', 'omessi' o 'tenuti nascosti': atti ricostruiti dagli inquirenti dopo uno scontro con la banca per sbloccare il sistema informatico. Ora anche queste carte sono state trasmesse ai pm italiani". Nei confronti di Siri indagano oltre alla procura di Milano anche Roma e Palermo.