Siria, appello urgente 73 ong: oltre 200.000 sfollati allo stremo -2-

Red/Sim

Roma, 16 ott. (askanews) - Una delle situazioni più gravi si registra nella città di Hasakeh, dove in tre giorni sono arrivate 60.000 persone in fuga dal conflitto. Qui la principale stazione idrica è stata gravemente danneggiata dagli scontri, lasciando circa 400.000 persone (tra cui 82 mila sfollati dei campi di Al Hol e Areesha), con metà dell'acqua pulita necessaria a soddisfare i propri bisogni.

Gli unici rifornimenti idrici disponibili al momento sono infatti erogati da una diga vicina, che oltre a fornire acqua di qualità scadente, esaurirà le proprie riserve nel giro di 10-15 giorni, esponendo così la popolazione a nuovi focolai di tifo e dissenteria, dopo i diversi casi già registrati lo scorso agosto, si ricorda nella nota.

Al momento gli attacchi aerei e di artiglieria più gravi si sono registrati a Tal Abyad, Ras al Ain e Quamishly. Una situazione gravissima, hanno sottolineato le ong, con il rischio sempre più alto di vittime civili e di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario, come dimostrato dall'attacco dello scorso 13 ottobre contro un convoglio di sfollati in fuga da Tal Abyad. In particolare l'uso di armi esplosive nelle aree popolate sta costringendo la popolazione a fuggire in massa dal conflitto, lasciandola senza infrastrutture vitali, a partire dagli ospedali. (Segue)