Siria, cessate il fuoco con l'incognita Assad

Umberto De Giovannangeli
TAL ABYAD, SYRIA - OCTOBER 16: Syrian National Army members patrol an area with a tank in Tal Abyad, which of its city center was cleared from PKK, listed as a terrorist organization by Turkey, the U.S. and the EU, and Syrian Kurdish YPG militia, which Turkey regards as a terror group, within Turkey's Operation Peace Spring in northern Syria, in Tal Abyad, Syria on October 16, 2019. The operation is ongoing in the countryside of Tal Abyad. (Photo by Bekir Kasim/Anadolu Agency via Getty Images)

Un accordo a due, senza il terzo incomodo. Una riunione fiume, oltre 4 ore, per strappare al Sultano una tregua di 5 giorni. Turchia e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco in Siria di 120 ore, nelle quali gli Usa favoriranno l’evacuazione dei combattenti curdi dalla zona di sicurezza concordata con Ankara. A dare l’annuncio è stato il vicepresidente americano Mike Pence, dopo l’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan,. Secondo il numero due della Casa Bianca, dopo il ritiro delle milizie curde dal confine turco-siriano, entro cinque giorni, partirà il ritiro delle forze armate turche. Pence, supportato dal segretario di Stato Usa Mike Pompeo, ha aggiunto che le sanzioni imposte dagli Usa alla Turchia per l’offensiva in Siria saranno tolte appena il cessate il fuoco diventerà permanente. 

Nell’attesa della fine definitiva delle operazioni militari, non verranno inoltre imposte nuove sanzioni, ha aggiunto.  “Gli Stati Uniti lavoreranno al fianco della Turchia, e con le nazioni di tutto il mondo per garantire che la pace e la stabilità siano all’ordine del giorno in questa zona sicura al confine tra Siria e Turchia”, ha sottolineato Pence che ha anche illustrato alcuni dettagli: la Turchia  - ha  spiegato - otterrà una zona di sicurezza concordata con gli Usa di circa 32 chilometri oltre il suo confine siriano. Il colloquio Pence-Pompeo-Erdogan che ha portato alla svolta ha visto la presenza come “mediatore” di James Jeffrey, l’ex ambasciatore Usa ad Ankara e attuale inviato speciale di Donald Trump per la Siria e la Coalizione anti-Isis. 

Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha poi chiarito che l’accordo con gli Usa costituisce una “pausa” delle operazioni militari, che si trasformerà in una fine definitiva dell’offensiva solo se i curdi si ritireranno interamente, come concordato. Il titolare degli Esteri ha anche fatto sapere che la visita del presidente Erdogan il 13...

Continua a leggere su HuffPost