Siria, commissione Onu: Crimini guerra commessi da esercito e milizie

Ginevra (Svizzera), 15 ago. (LaPresse/AP) - Le forze armate del governo siriano e le milizie filo-governative note come shabiha hanno commesso crimini di guerra e crimini contro l'umanità sui civili siriani. È quanto ha concluso un commissione nominata dal Consiglio per i diritti umani dell'Onu, secondo cui il governo e le milizie hanno ucciso oltre cento civili, di cui quasi metà bambini, nel villaggio di Hula a maggio. Gli omicidi, le torture, le violenze sessuali e gli attacchi indiscriminati, si legge nel rapporto, "indicano il coinvolgimento ai più alti livelli delle forze armate, delle forze di sicurezza e del governo". La commissione indica però che anche i gruppi armati anti-governativi hanno commesso crimini di guerra, tra cui omicidi, assassinii extragiudiziali e torture, ma su minore scala e frequenza.

Per condurre l'indagine, la commissione ha coperto un periodo compreso tra il 15 febbraio e il 20 luglio, effettuando interviste sul campo e a Ginevra con rifugiati siriani fuggiti dalle violenze. In tutto la commissione ha condotto 1.062 interviste, ma ha sottolineato la difficoltà di portare avanti le indagini. Il gruppo è stato guidato dal diplomatico e professore brasiliano Paulo Sergio Pinheiro e includeva anche Karen Koning AbuZayd, cittadino statunitense ed ex capo dell'Unrwa, l'Agenzia dell'Onu che aiuta i rifugiati palestinesi. Il rapporto, le cui conclusioni sul massacro di Hula sono più complete rispetto alle precedenti indagini, potrebbe essere utilizzato dalle potenze mondiali per giustificare un'azione contro la Siria, o per rafforzare le richieste di un'indagine internazionale e azioni legali per crimini di guerra e contro l'umanità.

Ora il Consiglio potrà rinnovare il mandato della commissione o nominare Pinheiro come investigatore speciale per la Siria, carica creata dall'organismo dell'Onu a marzo ma finora mai assegnata. Nei mesi scorsi il Consiglio aveva fatto sapere di appoggiare la richiesta di Navy Pillay, Alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, affinché la Corte penale internazionale dell'Aia agisse sulla crisi in Siria. Secondo gli attivisti, dall'inizio del conflitto le vittime sono già oltre 20mila. Da quando è scoppiata, scrive ancora la commissione nel suo rapporto, la crisi si è trasformata in una guerra civile che coinvolge "tattiche più brutali e nuove capacità militari da entrambe le parti".

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