Siria, Conte: "Si rischiano migliaia di foreign fighters"

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"Le migliaia di foreign fighters sotto il controllo dei curdi rischiano di essere liberati. Quindi paradossalmente anziché risolvere la questione dei terroristi la può aggravare ancora di più". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte a 'Piazza Pulita' parlando dell'offensiva turca nel Nord della Siria. 

Il premier ha poi assicurato che "faremo senz'altro qualcosa di concreto'' per i curdi. "L'Italia, l'Ue e tutti gli organismi internazionali devono battere un colpo forte - dice ancora - non possiamo accettare questa iniziativa militare. Non è un'opzione accettabile e deve cessare.Della questione della Siria ne abbiamo parlato anche nel corso del G7. È una situazione critica". 

"Bisogna ribadire con forza - sottolinea Conte - che l'Unione Europea non può cedere al ricatto di rimanere esposta alla dispersione dell'ingente numero di profughi siriani che sono in Turchia pur di acconsentire a questa iniziativa militare. Sono due cose che non sono sullo stesso piano, tanto più che dell'accoglienza dei profughi siriani in Turchia l'Ue si è fatta carico economicamente". 

''Quello che diventa prioritario - osserva ancora Conte - e che non dobbiamo assolutamente consentire, è che siano procurate sofferenze alla popolazione siriana, in particolare alla popolazione curda. Questo è proprio inaccettabile''. 

E alle parole di Corrado Formigli "ci aspettiamo che il governo italiano faccia valere il suo peso, perché i Curdi contano molto sull'Italia, amano il nostro Paese e si aspettano che facciamo qualcosa di concreto per loro'', Conte prima di congedarsi assicura: ''Lo faremo senz'altro''. 

L'ALLARME DELL'UNHCR - Sull'escalation del conflitto nel Nord della Siria è arrivato anche l'allarme l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, che chiede alle parti di rispettare il diritto umanitario internazionale, anche garantendo accesso alle agenzie umanitarie. Il conflitto, avverte l'Agenzia, rischia di causare ulteriori sofferenze umane e nuovi esodi in quella che è già la più grande crisi di movimento forzato di popolazioni al mondo. "Centinaia di migliaia di civili nella Siria settentrionale sono ora in pericolo. I cittadini e le infrastrutture civili non devono rappresentare un bersaglio" ha detto l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. La situazione di coloro che sono stati coinvolti nei combattimenti è aggravata dalle temperature più basse in tutta la regione a causa dell’avvicinarsi della stagione invernale. 

NESSUNA RISOLUZIONE DELL'ONU - Intanto, Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si è riunito a porte chiuse per discutere dell'invasione ma i membri non sono riusciti a trovare un accordo su una risoluzione. In effetti, vi erano poche aspettative che si potesse arrivare ad una road map internazionale per uscire dalla crisi nella riunione al Palazzo di Vetro, dove il Consiglio è diviso sulla questione. I Paesi europei hanno espresso la loro condanna e preoccupazione per un conflitto nella regione che potrebbe portare ad ulteriore instabilità, crisi umanitarie e nuovi flussi di rifugiati. 

DI MAIO - Oltre a Conte, dall'Italia, a seguito delle iniziative militari turche nella Siria nord-orientale, il ministro degli Esteri Luigi di Maio ha disposto la convocazione alla Farnesina dell’ambasciatore della Turchia in Italia, riaffermando l’importanza della cessazione di ogni azione unilaterale e ribadendo che l’unica strada percorribile per una soluzione duratura alla crisi siriana è rappresentata dal processo politico in corso sotto gli auspici delle Nazioni Unite. 

MOSCA - La Russia chiede intanto che la crisi "si normalizzi il prima possibile, prima di tutto in nome del rispetto del principio della sovranità del paese e della sua integrità territoriale". Russia e Turchia mantengono contatti regolari, anche fra militari, sull'operazione lanciata da Ankara, ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ricordando che Mosca "intende promuovere un dialogo fra Damasco e Ankara e anche con le organizzazioni curde". 

PARIGI - E sull'escalation del conflitto si fa sentire anche Parigi. "L'azione della Turchia fa correre un rischio umanitario a milioni di persone" scrive il presidente francese Emmanuel Macron in un tweet in cui ribadisce la sua "ferma condanna dell'offensiva militare unilaterale che in corso in Siria". E torna a chiedere "alla Turchia di mettervi fine al più presto possibile".