Siria: controffensiva jihadista a Idlib, 60 morti

Violenti combattimenti tra forze governative e ribelli nella provincia siriana di Idlib, al confine con la Turchia, hanno causato la morte di almeno 60 combattenti. Lo rende noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui tra le forze governative si sono contati 29 morti. Trentuno, invece, le vittime tra i ribelli e le forze jihadiste.

"Violenti scontri sono scoppiati ad est di Khan Sheikhun all'alba dopo attacchi di gruppi jihadisti e ribelli contro posizioni di regime", ha dichiarato il direttore dell'Osservatorio, Abdel Rahman. Dieci civili sono morti nei bombardamenti aerei del regime nella provincia.

Mercoledì scorso le forze governative avevano ripreso la città chiave di Khan Sheikhun e diverse località nella provincia di Hama. Un posto di osservazione militare turco era stato circondato dalle forze governative siriane, che in questa località ha concentrato le truppe per lanciare un'offensiva verso Maaret al Numan, a circa 15 chilometri verso nord. Queste due città si trovano su un'autostrada che collega Damasco, la capitale siriana, e Aleppo, entrambe sotto il controllo del presidente Assad.

L'offensiva del governo è stata realizzata nonostante un accordo su una "zona smilitarizzata" negoziata da Russia e Turchia per separare le forze fedeli ad Assad dagli insorti. Dalla fine di aprile, i bombardamenti dell'aviazione siriana e russa hanno ucciso circa 900 civili a Idlib, secondo i dati dell'Osservatorio siriano per i diritti umani. Più di 400 mila sono invece gli sfollati, stando alle cifre fornite dalle Nazioni Unite. Iniziata nel 2011, la guerra in Siria ha causato oltre 370 mila morti.