Siria, Corte Ue conferma congelamento capitali cugino Assad

Red/Voz

Roma, 14 giu. (askanews) - La Corte di giustizia europea ha confermato il mantenimento del congelamento di capitali di Rami Makhlouf, cugino di Bachar al-Assad, per il periodo 2016-2017. Dal 2011, ricorda un comunicato della Corte, il Consiglio ha inserito Makhlouf nell'elenco delle persone sottoposte alle misure restrittive adottate nei confronti della Siria. Gli è stato quindi vietato l'ingresso o il transito nel territorio degli Stati membri dell'Unione, mentre i suoi capitali e le sue risorse economiche sono stati congelati.

L'inserimento di Makhlouf in tale elenco è così motivato: "Imprenditore di spicco che opera in Siria con interessi nei settori delle telecomunicazioni, dei servizi finanziari, dei trasporti ed immobiliare; ha interessi finanziari e/o ricopre incarichi di alto livello ed esecutivi in Syriatel, il principale operatore di telefonia mobile in Siria, nel fondo d'investimento Al Mashreq, in Bena Properties e nella Cham Holding. Fornisce finanziamenti e sostegno al regime siriano attraverso i suoi interessi commerciali. È un membro influente della famiglia Makhlouf e ha stretti legami con la famiglia Assad; cugino del presidente Bashar Al-Assad".

Makhlouf, si legge, ha adito il Tribunale dell'Unione europea chiedendo di annullare il mantenimento del suo inserimento in tale elenco per il periodo compreso tra il 29 maggio 2016 e il 31 maggio 2017. Con sentenza del 18 maggio 2017, il Tribunale ha respinto il ricorso del sig. Makhlouf e ha confermato il mantenimento delle misure restrittive adottate nei suoi confronti per tale periodo. Insoddisfatto della sentenza del Tribunale, il sig. Makhlouf ha adito la Corte di giustizia chiedendone l'annullamento.(Segue)