Siria, curdi: “Sospetto uso di napalm e fosforo bianco in raid turchi”

napalm

I curdi chiedono alle organizzazioni internazionali di indagare sul campo di battaglia e verificare se alcune gravi ustioni riportate da alcuni abitanti di Sari Kani siano riconducibili ad armi non convenzionali. Il sospetto è che la Turchia stia infatti utilizzando napalm e munizioni al fosforo bianco. Ankara respinge al mittente tutte le accuse, sostenendo che sarebbero le milizie dello Ypg ad utilizzare armi proibite.

La denuncia degli operatori sanitari

“Abbiamo il serio timore che armi proibite vengano utilizzate contro la popolazione della città siriana settentrionale di Sari Kani (Ras al-Ain). Le ferite che stiamo curando negli ospedali non sono affatto normali lesioni” denuncia nella serata di mercoledì 16 agosto 2019 il dottor Manal Mohammed, capo del consiglio sanitario del Rojava.

All’emittente rudaw.net il medico anticipa: “La nostra commissione sanitaria sta attualmente indagando per scoprire quale tipo di arma sia stata utilizzata. Quel che è certo è che le ferite che trattiamo non sono affatto normali”.

Armi al napalm e al fosforo bianco

Il grave sospetto è che l’esercito turco abbia infatti utilizzato contro la popolazione curda armi non convenzionali e vietate a livello internazionale, come napalm e munizioni al fosforo bianco.

Su Twitter il portavoce delle Forze democratiche siriane a maggioranza curda, Mustafa Bali, scrive infatti: “Dopo otto giorni di accanita resistenza da parte dei nostri combattenti contro i pesanti attacchi di terra e aerei della Turchia a Serêkaniyê (Ras al-Ayn), sospettiamo che vengano usate armi non convenzionali contro i combattenti delle Fds in base alle segnalazioni che riceviamo dalla città assediata”.

Quindi l’appello: “Sollecitiamo le organizzazioni internazionali a inviare le loro squadre per indagare sulle ferite riportate negli attacchi. Le strutture mediche del nord-est della Siria mancano di squadre di esperti in seguito del ritiro delle Ong a causa degli attacchi dell’invasione turca”.

Turchia respinge le accuse

Il ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha però prontamente negato ogni accusa. In una dichiarazione rilasciata giovedì 17 ottobre all’agenzia di stampa Anadolu, il ministro ha infatti sottolineato: “La Turchia non ha armi chimiche nel suo inventario, lo sanno tutti”.

Hulusi Akar sostiene quindi che potrebbero essere invece le milizie curde dello “Ypg ad aver usato armi chimiche per poi addossare ogni responsabilità alla Turchia”.

Intanto, il ministero della Difesa turco fa sapere che dall’inizio dell’Operation Peace Spring sono già 673 i miliziani curdi dell’ Ypg “neutralizzati” dalle forze di Ankara.

Il video delle ustioni

Aldar Khalil, membro del consiglio direttivo del Movement for a Democratic Society (TEV-DEM, la coalizione politica di sinistra nel nord della Siria) dichiara invece che in base ai referti medici rimangono pochi dubbi sul fatto che “la Turchia stia usando armi vietate contenenti fosforo e napalm“.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR), con base in Gran Bretagna, ha precisato di non poter confermare al momento né l’accusa rivolta alla Turchia né l’uso di tali armi chimiche, ma ha ammesso che negli ultimi due giorni c’è stato un picco di feriti con strane ustioni provenienti da Ras al-Ain.

Intanto sui social media la Hawar News Agency (servizio di notizie curdo) ha diffuso un video in cui si vedono dei bambini con gravi ustioni sul viso e su tutto il corpo.