Siria, esercito bombarda Aleppo, Hollande all'Onu: Agire subito

Beirut (Libano), 28 lug. (LaPresse/AP) - Non si ferma l'offensiva dell'esercito siriano su Aleppo e si moltiplicano gli appelli internazionali per cercare di placare la situazione. Secondo quanto riferiscono gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, le forze governative hanno bombardato con elicotteri militari e carri armati. Secondo gli attivisti sono inoltre in corso violenti combattimenti nei quartieri controllati dai ribelli. Coinvolto in particolare il quartiere sudoccidentale di Salaheddine, una delle prime aree conquistate dai ribelli nella città, e attacchi sono però avvenuti anche nel quartiere nordorientale di Sakhour. Secondo l'Osservatorio, inoltre, i ribelli hanno messo fuori uso alcuni veicoli corazzati del regime.

Un attivista che si trova ad Aleppo, Mohammed Saeed, ha riferito che il contrattacco del governo è cominciato. "Circa mille combattenti dell'Esercito libero siriano sono arrivati dalla provincia di Aleppo per aiutare", ha spiegato. La tv di Stato siriana oggi ha riferito che nella città le forze governative hanno inflitto pesanti perdite a gruppi di "terroristi", termine con cui vengono indicati i ribelli dall'emittente e dal governo. Il quotidiano pro governativo Al-Watan, inoltre, ha definito quella di Aleppo "la madre di tutte le battaglie". Gli scontri vanno avanti ormai da giorni nella città, che con circa tre milioni di abitanti è la più grande della Siria e un importante centro commerciale.

Intanto, il presidente francese François Hollande ha fatto appello a Russia e Cina affinché "prendano in considerazione che se a un certo punto Bashar Assad non sarà fermato" il Paese cadrà "nel caos e nella guerra civile". Intervistato dall'emittente iTele Tv, Hollande ha chiesto all'Onu di muoversi "più velocemente possibile" per arginare l'inasprimento della situazione nel Paese. Assad, ha aggiunto, "userà la forza fino alla fine". In giornata, sulla difficile situazione di Aleppo era intervenuto anche il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. "Ora che la città di Aleppo è occupata dall'opposizione armata - ha dichiarato - un'altra tragedia è imminente. Come si può sperare che in una situazione del genere il governo semplicemente si arrenda e dica 'Ok, non avevo ragione, cambiamo il regime'? È semplicemente irrealistico".

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