Siria, le vittime di Idlib

Il dolore di un padre la cui famiglia è stata sterminata dall’attacco chimico da parte del regime di Assad nel nord est della Siria, racconta Il dramma infinito di una guerra senza fine. I gas tossici avrebbero ucciso 70 civili, tra questi almeno 25 bambini, tra cui i figli di Abdel Hameed al Youssef, che così ricorda quei momenti:

“Li abbiamo seppelliti. Ho preso Ahmed e Aya e li ho interrati insieme ai miei fratelli. Ho seppellito i miei bambini con le mani. Mia moglie e tutta la mia famiglia”.

Il gas nervino ha ucciso circa 20 membri della famiglia di Abdul, tra cui i due gemellini di 2 anni.

“Mi trovavo a fianco a loro”, ha ricordato Abdel, “li ho portati all’aperto insieme alla madre. Erano coscienti, ma 10 minuti dopo, abbiamo sentito l’odore del gas ed è li che i miei figli non ce l’hanno più fatta. Li ho lasciati alle cure dei medici e sono andato a cercare gli altri componenti della famiglia”.

L’attacco è avvenuto a Khan Shaikhoun, nella penisola di Idlib. Descritto dai medici come il killer silenzioso, l’agente tossico non lascia segni e uccide lentamente. Lo sterminio è avvenuto quando Abdul si trovava a lavoro, al suo rientro a casa non c‘è stato nulla da fare per la sua famiglia.

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