Siria, Maaloula torna ad avere il suo asilo, ricostruite le aule distrutte dai terroristi

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Ripartire dai bambini per ricucire nel segno del rispetto e della collaborazione comunità lacerate dai conflitti. E l’obiettivo alla base della ricostruzione dell’asilo di Maaloula, in Siria, distrutto dai terroristi di Al Qaeda e ricostruito con il sostegno della Regione Piemonte. L’asilo, l’unico del villaggio, luogo in cui crescono e imparano insieme bambini cristiani di tutte le confessioni e bambini musulmani, è stato fondato dalla parrocchia di San Giorgio nel 1983. Chiuso nel 2013, è stato parzialmente riaperto nel 2016 e oggi funziona grazie al contributo di meno di una decina di persone, tra educatori, assistenti e un autista che accompagna i bambini a scuola la mattina e li riaccompagna a casa il pomeriggio.

La nuova struttura, in cui cui sono state ricostruzione di quattro aule distrutte nel 2013, è stata inaugurata nei giorni scorsi da una delegazione composta dall’assessore alla Cooperazione Internazionale della Regione Piemonte Maurizio Marrone e dal presidente e direttore della fondazione Humanae Opes (HOpes) Marcello De Angelis e Federico Gallas che si sono recati fino Maaloula dove, insieme al sindaco, alle mamme ed al parroco della chiesa Cattolico-Melchita, Taher Yousef, hanno partecipato alla cerimonia con la consegna di una targa a ricordo di questo intervento umanitario e a testimonianza delle comuni radici di civiltà.

"Se i cittadini di Al Qaeda distruggono, la Regione Piemonte ricostruisce", commenta all’Adnkronos Maurizio Marrone che spiega: "con un piccolo contributo siamo riusciti a restituire ai piccoli siriani un luogo sicuro, colorato e attrezzato per poter giocare, crescere insieme e rafforzare quel secolare pluralismo religioso che la sconfitta del terrorismo sta consentendo di far nuovamente germogliare. Ovunque abbiamo raccolto l’entusiasmo per il nostro intervento umanitario, il primo condotto da una istituzione italiana in Siria, grazie alla preziosa collaborazione con la Chiesa cattolica-melchita: lì c’è un popolo fiero e amichevole che, dopo i bui anni di guerra sanguinosa, non vede l’ora di stringere nuovamente relazioni con l’Italia e l’Europa, nonostante i molti ostacoli delle sanzioni".

"Saremo al fianco dei cristiani perseguitati e della Siria che rinasce", aggiunge l’assessore piemontese alla Cooperazione internazionale che assicura: "non abbandoneremo mai Maaloula e la Siria, questo è solo il primo passo di un impegno radicato e di ampio orizzonte. Vedere le icone sacre profanate dai terroristi, ma anche i bambini giocare con le bandierine tricolori che sventolavano per riconoscenza, è stata un’emozione indimenticabile"

"L'incontro nel 2015 con la comunità martire di Maaloula, una delle più colpite dall'insensato odio che si è manifestato in Siria in questi undici anni di guerra, è uno dei motivi che ci ha spinto a costituire la nostra fondazione - sottolinea il presidente di HOpes Marcello De Angelis - in questi anni ci siamo rivolti a numerose altre istituzioni e organizzazioni per chiedere di unirsi a noi in questo progetto di ricostruzione: tutti erano interessati ma non hanno poi portato a termine il loro impegno. Fino a quando non abbiamo incontrato sulla nostra strada l'assessore Marrone e la Regione Piemonte. E il sogno si è realizzato. Non c'è altro da aggiungere: i fatti parlano da soli. Grazie a tutti i cittadini piemontesi per essere stati indirettamente partecipi di questa piccola grande impresa". Patrimonio dell'Unesco, Maaloula, distante circa 40 km a nord di Damasco, è un villaggio famoso in tutto il mondo come uno dei luoghi simbolo della cristianità in Medio Oriente: ospita i monasteri di S. Tecla e dei santi Sergio e Bacco, entrambi da secoli luogo di pellegrinaggio di fedeli cristiani e musulmani. Unico luogo al mondo dove è ancora parlato l'aramaico di Gesù Cristo, il villaggio è considerato un simbolo della convivenza interreligiosa. La realizzazione dell'asilo ha permesso il ritorno a scuola in sicurezza di oltre 50 bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, di tutte le religioni e confessioni presenti sul territorio cittadino.

Prima dell’attacco del 2013 Maaloula contava circa 8.000 abitanti (15.000 in estate) e attualmente sono rientrate nelle loro case circa 3.000 persone. Il progetto è volto anche a favorire il rientro delle persone e a consentire di riprendere una vita normale a loro e ai loro figli. La ricostruzione dell’asilo permetterà, infatti, sia ai bambini di stare insieme in un contesto sereno, molti vengono da situazioni di grave disagio familiare tanto da non poter contribuire alle spese scolastiche, sia ai genitori di svolgere il proprio lavoro in serenità sapendo i propri figli in un ambiente sicuro.

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