Siria, ok Senato a risoluzione: riaprire canali con Damasco

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Roma, 30 ott. (askanews) - Il Senato impegna il governo "a valutare, in linea con la posizione della UE,le condizioni che possano permettere la riapertura dei canali diplomatici con Damasco in linea con la risoluzione 2254 delle Nazioni Unite". È uno degli impegni contenuti nella risoluzione di maggioranza approvata con 149 sì, 93 astenuti e 16 no dall'aula in seguito alle comunicazioni del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sulla Siria. Bocciate tutte le altre risoluzioni.

Il documento, inoltre, impegna l'esecutivo "a chiedere con forza alle Autorità turche che venga mantenuta la condizione di non belligeranza anche dopo la tregua pattuita con gli accordi di Sochi e a condannare fermamente nuove iniziative unilaterali da parte della Turchia o di altri attori presenti nell'area; ad attivarsi nelle competenti sedi internazionali affinché non siano perpetrate ulteriori violazioni dei diritti umani e affinché sia preservata l'incolumità della popolazione civile dell'area, la sicurezza delle strutture sanitarie, nonché quella degli operatori umanitari e dell'informazione".

Il governo risulta impegnato infine "ad intervenire in seno alle Nazioni Unite, affinché si preveda l'invio di una forza multilaterale di interposizione, sulla base di un mandato ONU in accordo con la Russia e la Turchia, con obiettivi di peacekeeping; a proseguire l'azione già avviata in sede ONU e UE, confermando l'impegno già assunto dall'Italia, per una immediata sospensione delle esportazioni di armamenti, affinché analoghe misure vengano adottate da più Stati possibile; a prevedere l'immediata messa in campo di strumenti di aiuto umanitario e di supporto alla popolazione civile, in sinergia con le Nazioni Unite e gli operatori umanitari presenti sul terreno; ad attivarsi presso le competenti sedi internazionali al fine di ottenere lo smantellamento delle milizie jihadiste filo-turche, resesi responsabili di atroci crimini verso la popolazione civile; ad agire a livello UE affinché le future decisioni inerenti alla proroga delle sanzioni UE alla Siria siano subordinate, a seguito di un monitoraggio da parte dell'inviato speciale dell'ONU Geir O. Pedersen, all'andamento dei lavori del Comitato costituzionale siriano, tenendo in debita considerazione anche le istanze della comunità curda".