Siria, Orlando con Pse a confine turco-siriano: Ue agisca su Erdogan

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Roma, 25 nov. (askanews) - "L'Unione Europea e la comunità internazionale devono intensificare la propria iniziativa nei confronti del governo di Erdogan affinché si riapra un cammino di pacificazione, unica alternativa a ulteriori, drammatiche, avventure". Lo dice Andrea Orlando, vicesegretario del Pd che il 23 e 24 novembre, con una delegazione del Partito del Socialismo Europeo (PSE), insieme all'europarlamentare svedese, Evin Incir, al vice segretario generale del PSE, Giacomo Filibeck e al segretario generale aggiunto del PSE e coordinatore del dipartimento internazionale del PD, Luciano Vecchi, ha effettuato una missione di solidarietà nel Sud-Est della Turchia e nella zona di confine con la Siria.

"A Diyarbakir abbiamo incontrato la moglie di Selahattin Demirtas, leader del partito HDP, che raccoglie la maggioranza del voto kurdo in Turchia - racconta Orlando - alla quale è stata trasmessa la solidarietà delle forze democratiche e progressiste internazionali nei confronti della lotta politica e pacifica per la pace e la democratizzazione della Turchia. Demirtas si trova da tre anni detenuto per ragioni politiche nelle carceri turche, in palese violazione di qualunque principio dello Stato di diritto".

"Nella città frontaliera di Nusaybin abbiamo visitato le famiglie delle vittime dell'azione militare turca nel nord-ovest della Siria e incontrato le 'madri per la pace', movimento simile alle 'nonne di piazza di Maggio' argentine. Abbiamo potuto constatare come persino gli 'effetti collaterali' della guerra nel Rojava abbiano provocato vittime e devastazioni anche tra le popolazioni kurde del Sud-Est anatolico. Infine - ha concluso l'esponente dem -, abbiamo incontrato numerosi sindaci e amministratori locali dell'HDP che, nonostante godano di un ampio consenso presso le loro popolazioni, sono stati destituiti per ragioni politiche dalle autorità centrali turche. La nostra missione vuole testimoniare la vicinanza dei progressisti italiani ed europei alle popolazioni kurde colpite dal conflitto e da una inaccettabile repressione politica e culturale e manifestare l'impegno per la pace, la democrazia e il rispetto dei diritti umani in Turchia e contro ogni pratica di discriminazione etnica che si sta acuendo, in particolare contro i kurdi".