Siria, Pascucci (IIC): governo italiano dia un segnale forte

Gci

Roma, 14 ott. (askanews) - "L'offensiva che la Turchia sta perpetrando ai danni del popolo curdo è un atto di guerra nei confronti di una popolazione inerme che lascia sbigottiti. E' necessario che l'Italia, ma soprattutto l'Unione Europea imponga ad Erdogan di cessare ogni azione di guerra nel Rojava". Lo afferma in una nota Alessio Pascucci, coordinatore nazionale di Italia in Comune.

"Abbiamo chiesto al popolo ed ai militari Curdi di salvarci dal caos e dalla violenza generata dallo Stato Islamico nel 2014. Abbiamo chiesto un sacrificio di sangue a questo popolo fiero e orgoglioso. Ora, senza una presa di posizione chiara dell'Europa tutta, la situazione non può altro che degenerare in una nuova estenuante, logorante, guerra. Il presidente Turco, con il pretesto del terrorismo, vuole decimare questo popolo, ignorando le ripercussioni di tali azioni, che porteranno alla destabilizzazione e, verosimilmente alla rinascita dello Stato Islamico. Peraltro non è segreto il fatto che negli anni, prima dell'intervento massiccio delle forze della coalizione anti-ISIS, la Turchia fosse tra i contributori informali di Daesh", osserva Pascucci.

"La mossa a sorpresa di Trump, che in netto contrasto con il suo stesso Parlamento, ha avviato questa escalation in una terra che aveva appena iniziato a riprendere fiato dopo decenni di guerre e terrore è gravissimo. La nostra vicinanza va soprattutto ai bambini e alle donne che in questo momento fuggono dai luoghi del conflitto tentando di non morire sotto le bombe, per raggiungere località sconosciute giacché le aree limitrofe non sono comunque sicure".

"Chiediamo perciò con forza al governo di attivare tutti i canali diplomatici al fine di attuare immediate sanzioni economiche, anche e purtroppo a discapito di nostri interessi industriali,, militari, con l'esclusione della Turchia da programmi militari già in corso come quello dell'F-35 ed un ritiro immediato dell'Italia dalla missione NATO Active Fence, e, per il tramite delle Nazioni Unite, richiedere l'attivazione di forze di interposizione mirate a ripristinare i confini Siriani ed a riportare le forze militari turche nei propri confini. L'Europa e l'Italia in particolare - conclude il coordinatore di Italia in Comune - non cedano al ricatto umanitario di Erdogan. L'Italia, a differenza di Francia e Germania, ha notevoli interessi industriali e militari in Turchia e il segnale forte del nostro paese sarebbe determinante per poter fermare questa inutile e dannosa guerra".